Viaggiando a spasso per il mondo

Viaggiando a spasso per il mondo mi piace scrivere e mi piace viaggiare...ho voluto unire queste due passioni...e condividere con chi ama questa passione...

01/09/2025
Come le sfere dell'Atomium a Bruxelles, noi tutti siamo interconnessi gli uni agli altri, a volte ci allontaniamo altre ...
01/09/2025

Come le sfere dell'Atomium a Bruxelles, noi tutti siamo interconnessi gli uni agli altri, a volte ci allontaniamo altre ci avviciniamo, a volte incontriamo persone molto lontane e diverse da noi.
Nel viaggio di gruppo scopriamo la bellezza della condivisione. La bellezza è che fondamentalmente il sentire umano è uno e la condivisione del nuovo e del bello di una città sconosciuta crea legami molto belli e vitali. E quando attraversi momenti molto dolorosi condividere gioia e vita è un grande regalo. Un saluto agli amici di Weroad ed al Belgio, un paese giocoso che non si prende troppo sul serio, che ha capito che il cioccolato risolve un sacco di problemi, che preferisce la birra all'acqua, che nonostante sede del Parlamento Europeo ha eletto come suo monumento più importante la statua un bambino che fa la p**ì in una fontana, come a dire a tutti noi che alla fin dei conti la parte più autentica e vitale è quella e di non trascurarla troppo.

18/04/2025
24/12/2023

Filosofia del viaggio:
Il viaggio è un modo per ritrovare il nucleo, ritrovare il proprio nucleo è un processo molto lungo.
Come un Pellegrino l'esplorazione del mondo e di sé porta porta in labirinti dell'anima che attraverso persone, libri viaggi esperienze diventa sempre più profondo nell'abisso.

Ischia...le foto parlano da sé, ma il viaggio sempre più intenso è quello che avviene all'interno.Era un viaggio partico...
25/04/2023

Ischia...le foto parlano da sé, ma il viaggio sempre più intenso è quello che avviene all'interno.
Era un viaggio particolare di yoga e mindfulness con tante persone sconosciute, avevo bisogno di rientrare dentro di me e staccare dal mondo dopo un periodo molto intenso.
Quando l'avevo prenotato non sapevo il momento di vulnerabilità che avrei attraversato...ma niente credo accada per caso.
Percorsi di vita mi hanno portato a restringere negli ultimi anni la parte che chiede, il femminile, come direbbe l'operatrice shiatsu che ogni tanto mi tratta, il mio Yin.
E quando non ascolti una parte di te, poi all'improvviso te la ritrovi lì che rompe la diga.
Inizia così il mio viaggio condividendo la stanza con una ragazza di Cuneo...da Nord a Sud.
In un pulmino dove un autista, di colore squisitamente napoletano ci accompagna in questo agriturismo, inizia quello che io definirei un percorso dell'acqua, della morbidezza, della fluidità ed infatti Inizia con un bagno caldo in una piscina di acqua sulfurea...che scioglie e carica...
La serata è leggera...fatta di scherzi e buon cibo.
Il giorno dopo iniziamo la pratica, la mia schiena ricomincia a raddrizzarsi dopo un po' di inattività e la mia mente torna a me.
È un bene ed un male...gli impegni distolgono la mia attenzione...adesso è lì sulle mie preoccupazioni su ciò che tento di scacciare...
La sera sono tesa mangio poco, l'istruttrice si accorge...spiego brevemente...usando la testa... cosa mi accade...
Mi addormento rapidamente mentre la mia atletica compagna di stanza perlustra i dintorni.
Dormo ma mi sveglio...mi riaddormento dopo poco...
Terzo giorno...vediamo degli splendidi giardini, il fiore di loto colpisce il mio immaginario, ricordandomi sempre che dalle acque più melmose vengono su splendidi fiori.
Il mio umore è variabile...ed arriva il pomeriggio.
Nonostante lo sappia perfettamente che tutto ciò che ti irrita ed a tratti magari snobbi ti sta mandando un segnale...ugualmente mi innervosisco facendo un esercizio fronte mare ideato da quel simpatico bastardo di Osho....sentivo che mi caricava e stava smuovendo qualcosa e tutti i muscoli delle spalle erano lì tesi e quasi doloranti...a cercare di fermare il flusso...
Mi sono fermata anche un attimo...ma siccome alla fine nasco "bacchettona", termino l'esercizio come mi era stato prescritto, non fidandomi ciecamente del mio scetticismo.
Rientriamo in stanza e le parole dell'istruttrice yoga iniziano a toccarmi e lí il mio Yin vedendo una piccola frattura nel mio Yang, una finestrella, sgorga come un fiume in piena ed inizia un pianto a dirotto.
E lì come in un qualsiasi rito tribale, un femminile di 16 donne, che come il Tao include un puntino bianco dell'unico uomo lì quasi per caso, accoglie la mia acqua che scorre, il mio dolore accumulato, la mia stanchezza di "tenere", una madre multiforme che contiene, protegge, accudisce e non blocca il flusso.
Le spalle sono improvvisamente leggere, lo Yin totalmente venuto a galla lascia il posto al sole interiore...c'è equilibrio...è tornato.
Sento che l'energia risale, i pensieri sono sempre lì, ma come tutti i riti che bypassano qualsiasi controllo razionale so che il potere dell'acqua ha ricominciato almeno temporaneamente a fluire dentro di me.
Ringrazio questi incontri assolutamente casuali che nascono quando vai incontro allo sconosciuto e quel cibo interiore di cui mi hanno nutrito.
Namaste 🙏

Circa un anno fa visitai Torino, un po' fredda per la mia indole siciliana abituata a climi più miti, abituata al massim...
12/12/2022

Circa un anno fa visitai Torino, un po' fredda per la mia indole siciliana abituata a climi più miti, abituata al massimo tollerare venti di scirocco. Come da prassi comprai la guida della città per scoprire come Torino fosse insieme a Lione e Praga considerata una città esoterica in particolare della magia bianca, ma anche della magia nera insieme a Londra e San Francisco. All'interno aveva sia la porta dell'inferno in Piazza Statuto , sia la sede del sacro Graal presso la chiesa della Grande Madre...
Io penso che ogni viaggio alla fine sia una metafora della nostra vita e come ogni essere umano abbia in ogni momento, citando Paolo Coelho, un piede della favola e l'altro nell'abisso...bene e male, gioia e dolori stanno lì a giocare a scacchi, ogni tanto la gioia si mangia un pedone altre volte il dolore prende di mira l'alfiere...quel che conta alla fine è giocare e far sì che la regina ed il re dentro ognuno di noi rimangano in salvo...

16/08/2021

Ho sempre voluto fare un cammino...quest'anno è capitato per pura casualità da "Palermo a Messina per le Montagne" ...doveva andare una mia amica, ma aveva frainteso le date...mi sono inserita io.
Quattro giorni, ma si prevedevano temperature intorno ai 35 gradi e tappe non particolarmente facili in alcuni punti.
Gli altri erano più allenati di me, temevo di non farcela, di scoraggiarmi, temevo il caldo.
Il signore che in un bar di Palermo mi doveva consegnare le credenziali del Pellegrino appena mi ha visto con il mio sguardo un po' spaurito mi ha detto "si vede che non hai la faccia da cammino" sorridevo, sapevo che aveva ragione.
Gli esponevo le mie paure "...mi conosco sono lenta..." e lui serafico e rassicurante "...soffriranno loro, non tu..." risi sorniona a questa risposta "...e se mi lasciano indietro...?" "...non lo faranno..." e poi ricorda "abbi pazienza e fiducia nel Cammino"...gli chiesi cosa volesse dire aver fiducia nel cammino e mi raccontò la sua esperienza in cui una volta avventuratosi da solo a tracciare i segnali, si spense il cellulare in mezzo al nulla e citofonò ad una casa dove gli offrirono compagnia cibo e acqua.
Compensai la mia preparazione atletica non eccelsa con un equipaggiamento che mi potesse aiutare, solo non tenni conto delle scarpe, comode ma che avrebbero dovuto essere una misura piú grande.
Iniziò il viaggio, la notte in treno fino a Patti e poi un pulmino che ci ha portato fino a Floresta sui Nebrodi, gli alberi ci proteggevano dal calore. E camminando lo zaino pesava sì, pensavo di aver ridotto all'osso le cose da portare, ma man mano che si camminava ho capito che si puó esser ancor piú essenziali.
Ho capito che le nostre paure di trovarci "sprovvisti" pesano e piú le abbandoniamo, piú siamo liberi e leggeri.
Nonostante la stanchezza il primo tratto è stato davvero una passeggiata, nelle ore piú calde abbiamo intercettato una guardia forestale che ci ha risparmiato l'ultimo tratto sotto il sole, io davanti e gli altri dietro modalità 'carro bestiame'.
Ho riso quando questo signore, in una qualche forma di catanese disse "dì ai tuoi amici di stare seduti, chè non vorrei farvi un favore ed invece ne facciamo fuori qualcuno".
A Nicosia ci aspettava uno splendido albergo Etna Quota Millecon piscina tutto in pietra lavica, dove se avessimo chiesto ad uno degli inservienti di sventolarci, lo avrebbe fatto con cortesia data la gentilezza dimostrataci. Sembrava un'oasi dopo la calura, l'aperitivo a bordo piscina, del buon cibo, la mia pasta al ragú di cinghiale lasciata a metà, per cui subisco battute a tutt'oggi.... etc..
Questo sfizio però l'indomani ci ha fatto perdere la strada, abbiamo improvvisato ed abbiamo allungato, stavano iniziando i dolori, anca, ginocchio...ancora tollerabili.
La sveglia all'alba mi frastornava, c'erano attimi di caldo terrificanti...a volte rimanevo indietro...e lí iniziava quel piccolo diavoletto interiore che sussurrava "non ci riesci" che ti scoraggiava, ma poi risuonavano le parole "pazienza e fiducia nel cammino" dentro di me ed andavo avanti.
Quel giorno credo, abbiamo fatto piu' di 30 km, nella salita che ci doveva portare a Cesarò un signore passato a controllare delle vacche ci ha caricato tutti su provvidenzialmente.
Cesaro' era meno entusiasmante, l'albergo era caldo e senza aria condizionata ed alle tre di notte un rumore di cantiere ha svegliato quasi tutti.
L'indomani per una incomprensione, due pellegrini si sono incamminati prima e siamo rimasti in 4. Incrociammo paesaggi bellissimi ed un pastore tecnologico che gestiva le pecore con un drone...
I miei compagni mi raccontavano le loro storie di vita affascinanti e sofferte, io pero' non riuscivo ad allungare il passo e talvolta mi ritrovavo sola, inziò la lotta in me "seguo il mio corpo o seguo gli altri", ma il mio corpo è molto forte e grida quando gli impongo un ritmo che non gli appartiene e cosi' seguii lui, mi fidai di lui, ripetendomi pazienza e fiducia nel cammino e ricordandomi che va bene ugualmente, che è bello fermarsi a dar da mangiare agli asini , o fermarsi a ba****si i piedi, che non devo dimostrare nulla ma solo godermi il paesaggio ed anche se mi piace la compagnia, che so godere anche dei momenti di solitudine.
L'ultimo tratto della salita fino a Troina però mi ha sfiancato, non abbiamo trovato nessun passaggio, dei mountain bikers piu' stanchi di noi tentavano di tagliare un traguardo sudati e distrutti, ma grazie a loro abbiamo raccattato acqua fresca che gli organizzatori lanciavano lungo la strada, uno di loro mi motivava "su coraggio".
Sergio, il nostro animatore di gruppo, si è fatto lanciare una bottiglia d'acqua fresca da un signore dentro un villino, io senza dignità chiesi anche se ci potesse annaffiare con il tubo delle piante, ma li' il proprietario di casa imbarazzato ha declinato, mi sono accontentata dell'acqua da bere.
Purtroppo nell'ultimo tratto il mio corpo ha avuto un cedimento, un dolore bruciante lungo tutto l'interno coscia fino a risalire al p**e, intollerabile.
Mi iniziai a scoraggiare, era un dolore diverso, muscolare, non avrei potuto fare la tappa successiva, se mi fosse venuto a metà strada non avrei potuto far nulla. Mi iniziò a salire la tristezza.
Mangiammo nella pizzeria del paese in piazza, risate, scherzi.
L'indomani mi alzai con gli altri e presi il bus per Randazzo.
Sotto gli occhiali da sole piansi silenziosamente, per la stanchezza, per la solitudine, per un piccolo senso di fallimento. Dopodichè feci pace con me stessa e con il mio corpo e lo consolai dicendogli che va bene provare e non sempre farcela.
Mi fermai ad un bar dove degli anziani mi diedero un po' a parlare e li' ricominciai a scrivere, l'attesa, tutte queste emozioni mi hanno spinto a comprare un quaderno in un tabacchi e scrivere, non lo facevo da un po', ricominciava a fluire qualcosa messo da parte.
Arrivavano gli altri pellegrini ed aspettammo una dolcissima signora svizzera che ci accompagnò fino a Sperlinga.
La sera fu cio' che di più squisito ho ascoltato, la sua voce raccontava dei bambini e delle donne straniere che aveva salvato dall'abbandono e dalla prostituzione, quel borgo antico, quel cibo cucinato dalla vicina... ero in una cartolina...
L'indomani riprendere bus e treno per tornare è stato difficile.
Ho salutato velocemente alla stazione, ho lavorato nel pomeriggio, e quando finalmente ho potuto poggiare sul tavolino della mia casa la razionalità...eccolo li'....rimandato...un bel pianto a dirotto che suggellava la nostalgia e l'intensa esperienza terminata.

Quarta storiaViaggiare comporta una scoperta di se' come poche altre esperienze.Quasi un anno dopo una separazione dolor...
18/07/2021

Quarta storia
Viaggiare comporta una scoperta di se' come poche altre esperienze.
Quasi un anno dopo una separazione dolorosa volevo sperimentare una breve pausa da sola.
Preferisco sempre la condivisione, ma volevo riscoprire il mio stare con me stessa.
Dove andare?
Non volevo un posto particolarmente distante...da tempo desideravo vedere l'Atelier sul Mare di Tusa, un albergo particolare che mi avevano descritto come un museo.
Prenotazione fatta...era maggio...temevo quella solitudine provata dopo la separazione, ma volevo andare incontro ai miei fantasmi, incontrarli parlare con loro, sentire cosa avevano da dirmi.
Guidai per quell'autostrada...gallerie, il mare che ti scorreva accanto, quella leggera ansia, quando esci dalla tua routine conosciuta.
Arrivai in paese era la festa della patrona...che dire?
Avevo la benedizione di Maria che mi stava aspettando, non facendomi trovare un paese vuoto, in un mese ancora cosi' poco turistico.
Il personale dell'albergo mi ha accolto con un'infinita gentilezza, facendomi scegliere la stanza dove soggiornare fra quelle rimaste disponibili.
Erano davvero stupende, ognuna un'opera d'arte allegorica.
Ero in un periodo di rinascita quindi scelsi la stanza il Nido (https://youtu.be/vOTEvfo_Ucc) una stanza suggestiva, tutta bianca con un enorme letto circolare che sembrava avvolgersi su stesso.
Il portachiavi era a forma di uovo, simbolo di creazione e nascita, ma soprattutto il balcone aveva un inserto di vetro trasparente per cui l'indomani mi sarei svegliata ed avrei visto direttamente il mare.
Era essenziale ed abbastanza scomoda, ma quando si rinasce forse bisogna passare per la scomodità.
La signorina che mi mostrò le stanze, mi spiegò che diversi personaggi passavano da li' in solitaria alla ricerca di se stessi.
In quell'affermazione volli trovare, in quella scelta casuale, un nesso di sincronicità.
Era un albergo che risvegliava i sensi, decisi di provare un massaggio nella spa che ricordava un hammam.
Niente era lasciato al caso...l'olio dalla profumazione particolare, la musica ricercata, la massaggiatrice che si soffermava con consapevolezza sul mio collo, cercando di sciogliere quei muscoli che nei momenti di stress diventavano il freno a mano dei miei turbamenti interiori.
Andai al mare, passeggiai sul lungomare, mi feci scaldare dal sole che scendeva lento, assaporai il tramestio della festa insieme ad una granita al bar con gli anziani del paese.
La sera arrivarono i fantasmi, perchè arrivano la sera in genere, quando cala il buio, disturbati peró dalla festa di Maria che proteggeva il paese e me da un eccessivo silenzio.
Mi addormentai...la mattina mi svegliò la luce ed il mare...mi misi in viaggio presto...volevo esplorare e c'era ormai poco da scoprire.
Feci un tratto di stradale. Il mare e la solitudine del mattino mi infondevano una pace insolita, ogni tanto gruppi di ciclisti mi facevano compagnia in quel percorso che azzerava i miei pensieri, in quel blu sconfinato, in quei momenti in cui sei sintonizzato su tutto ciò che ti circonda.
Dopo quel breve viaggio anche interiore, tornai a casa.
Fine della quarta storia

10/07/2021

Terza storia
secondo viaggio d'istruzione, Toscana ed Umbria o meglio quasi tutta l'Umbria. Della Toscana ricordo Siena ed in particolare ricordo piazza del Campo...che bella, che vasta, quanti studenti universitari provenienti probabilmente da quasi tutta l'Italia.
La sera nelle camere c'era trambusto, alcune mie compagne uscivano dalla finestra della stanza che dava su un cortile e permetteva di raggiungere qualche ragazzino conosciuto per caso in qualche altra stanza, mentre nei corridoi le sentinelle dei professori camminavano su e giù cercando di portare ordine.
L'indomani mi ricordo eravamo già in Umbria, Gubbio, stanza tetra con tanto di pseudo-culla inquietante degna di una casa infestata.
Ma l'indomani aprimmo la finestra e la terrazza era tutta ricoperta di neve, ma chi l'aveva vista mai a Palermo city tutta questa neve?
Giocammo a tiracela, la testa dolorante mi scoppiava, troppo freddo.
Uscimmo imbacuccati come fossimo al Polo Nord.
I ricordi si spezzano, vedo una grande chiesa...sarà il Duomo di Orvieto? Ricordo solo il mio sconforto quando ad Assisi, mi persi le rose, sempre in fiore della Porziuncola...ci pensai per anni, quando finalmente, qualche anno fa, andando ad un congresso nella Cittadella di Assisi, la mattina mi alzai presto, presi un autobus per andare finalmente a coronare quel ricordo mancato. Non era come me l'aspettavo, come tutte le cose attese ed idealizzate. Ma perchè questo rimpianto...?
Perchè delle rose che fioriscono fuori stagione, sono il segno tangibile del miracolo, quello che ognuno di noi, anche il più cinico, anche il più disperato, attende ogni giorno nella propria vita.
Quella prova che non siamo solo carne, quella prova che anche la sofferenza può avere un significato, quella prova che non siamo soli nelle avversità. E volli trovare un senso anche quando, uscita appena dalla Chiesa, trovai con una perfetta sincronicità l'autobus appena arrivato, per riportarmi alla Cittadella per assistere puntuale all'inizio dei lavori congressuali.
Ma ritorniamo a 16 anni, si mischia nella memoria poi anche Perugia, il cioccolato e tanto altro, i pullman pieni e posti belli in cui solo lo sguardo si concentra.
Fine della terza storia

Seconda storia...Il primo viaggio in aereo...Roma...il centro del mondo...cosi' mi apparve e forse cosi' mi appare ancor...
06/07/2021

Seconda storia...
Il primo viaggio in aereo...Roma...il centro del mondo...cosi' mi apparve e forse cosi' mi appare ancora.
Viaggio d'istruzione, mia madre sempre con 200 paure, ma alla fine l'ok.
Che emozione, che eccitazione, 14 anni...il rumore dell'aereo mi rilassava, guardavo le nuvole...
Atterriamo e sono sopraffatta da quell'immensità, il fasto, la magnificenza, quell'essere "tanta", il bisogno di dimostrare al mondo di essere il centro che comanda su gran parte dell'Europa...ma è storia...
Quello che mi colpi' a quell'età, venendo da un'isola, è che lì, anche se di passaggio, si incontrava tutta l'Europa e tutto il mondo, cinesi, giapponesi, americani, russi, che compravano nei negozi più cari della via Condotti, che si facevano le foto a Piazza di Spagna, che si facevano fare gli autoritratti caricaturali dagli artisti di strada.
Noi ragazzine, ebbene si quasi tutte ragazzine figlie delle Ancelle in cui andavamo a scuola, guardavamo i ragazzotti stranieri bellocci...che sembravano cosi' diversi dal mondo a cui eravamo abituate.
La sera ci aspettava la pasta col brodo o con la salsa delle suorine che ci ospitavano, ma il sabato finalmente Mac Donald, ma chi lo conosceva il Mac Donald? Ero brilla di Coca Cola e nel sentirmi al centro di una città stupenda.
Con l'immaginazione vedevo gli spettacoli sanguinari del Colosseo, sentivo l'immensità spirituale del Vaticano ed anche il suo bisogno di ricordare al mondo con la sua vastità, che il potere religioso e papale è sempre andato a fianco a quello temporale.
Tutto questo si mischiava alla ricerca affannosa di costumi e vestiti a buon prezzo in qualche negozietto infilato in qualche angolo, dove le mie amiche trovavano più occasioni di me, sono sempre stata poco interessata ai vestiti, mentre loro già più esperte in seduzione ed in quella giovane infiorescenza femminile, sceglievano capi seduttivi a buon prezzo.
Ho ancora in mente la musica dei tempi, quel "because the night" che girava nella radio del pullman che una sera ci portò in giro...che strano stare in una città attraversata da un fiume, le luci gialle...
So solo che non volevo tornare...arrivare in aereoporto con mia madre che urlava e piangeva ed io che volevo già risalire su un altro aereo...
https://youtu.be/c_BcivBprM0

Come inizia la mia passione per i viaggi? Credo parta da mio padre, quando era giovane partiva per piacere...mi nutrivo ...
05/07/2021

Come inizia la mia passione per i viaggi?
Credo parta da mio padre, quando era giovane partiva per piacere...mi nutrivo dei suoi racconti...paesi scandinavi, India...di quando faceva l'autostop nella Foresta Nera e la sera lavava quella camicia usata durante il giorno "che non c'era bisogno di stirare"
Poi incontrò mia madre più stanziale...ed i viaggi divennero viaggi di studio e lavoro, borsa di studio in America, insegnamenti in Somalia, congressi, ma si vedeva quello spirito irrequieto, che aveva voglia di salire su un aereo. Gli ultimi giorni quando ormai aveva difficoltà a camminare il suo pensiero era "potrò risalire su un aereo?" mi colpi' quella frase. Avrei voluto essere come lui, ma sono nata ibrida, con un animo portato all'esplorazione ma con la maggiore cautela che ha invece caratterizzato sempre mia madre e con quel bisogno di tornare sempre, legato al senso di mancanza di tutte le "cose" care.
E questa è la prima storia.
In questa foto giovane e bello dovresti essere in Norvegia.

Indirizzo

Palermo

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Viaggiando a spasso per il mondo pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi