09/05/2026
Il 9 Maggio non è e non deve essere un vuoto rito istituzionale, ma una presa di coscienza collettiva.
Davanti a scenari geopolitici instabili, transizioni economiche globali e crisi climatiche, è assolutamente impensabile credere di poter vincere le sfide del nostro tempo da soli. La dimensione dello Stato-Nazione, per come l’abbiamo conosciuta, è ormai troppo piccola per proteggere efficacemente i cittadini. I più coraggiosi dovrebbero iniziare a pensare davvero a un’Europa Federale, espressione di una nazione europea ed europeista.
E invece vediamo ancora troppa gente, anche tra chi ha responsabilità politiche, irrimediabilmente legata a nazionalismi ipocondriaci, costantemente alla ricerca di un “nemico” esterno per giustificare le proprie inefficienze. A questo si aggiungono campanilismi claustrofobici che frammentano energie e territori, rendendoci miopi davanti alle reali opportunità di sviluppo.
Chiudersi a riccio nei propri confini — nazionali, regionali o persino comunali — non ci difende dalle tempeste globali: semplicemente ci condanna all’irrilevanza.
Noi rivendichiamo con orgoglio una visione profondamente europeista. L’Europa non è un ostacolo da arginare, ma l’unica vera dimensione politica in cui oggi abbia senso operare. Serve un’Europa più forte, più unita politicamente e più coraggiosa, capace di essere protagonista e non spettatrice nel mondo.
Il 9 Maggio ci ricorda che pace e prosperità si costruiscono unendo le forze, non erigendo muri.
Alta quella bandiera blu stellata! 🇪🇺