16/08/2026
I percorsi naturalistici sull'argine della Piave protagonisti su Vivijesolo a luglio!
Si sono succedute più copertine - in queste settimane estive - della prestigiosa testata . Vi riproponiamo in foto l'articolo del numero di luglio e le successive copertine. Di seguito il pezzo.
"Oltre la spiaggia in bicicletta, tra le storie e le terre della "Gente di Fiume"
Che cosa c’entra il mare di con il silenzio della bonifica e delle idrovore nell’entroterra veneziano? C’entra, ed è un legame antico che oggi corre lungo gli argini della . Questo corridoio verde, una rete ciclo-pedonale che unisce la costa ai paesi dell'interno innestandosi sulla direttrice veneta della Trieste Venezia, è il risultato di un lavoro di valorizzazione portato avanti dal Consorzio BIM Basso Piave. Ma cos’è, esattamente, un BIM? Nati negli anni Cinquanta, i Consorzi dei Bacini Imbriferi Montani uniscono i Comuni rivieraschi per gestire le risorse idriche e valorizzare il territorio. Il Consorzio BIM Basso Piave trasforma oggi questa missione in una magnifica opportunità per esaltare sia il , sia quello , offrendo una f***a rete di percorsi protetti che collegano la costa alle ricchezze storiche dell'entroterra.
"Da albergatore jesolano – dichiara il Presidente del – so bene quanto i nostri ospiti amino il mare, ma so anche che cercano sempre più esperienze autentiche, capaci di emozionare. I percorsi ciclo-pedonali del offrono un'alternativa rigenerante a due passi dalla spiaggia, unendo la vacanza balneare alla scoperta di una cultura fluviale millenaria e di un paesaggio naturalistico importante".
L'itinerario ideale parte proprio da , l'antico borgo di pescatori a Jesolo che conserva intatta la sua identità marinara. Da qui si pedala seguendo la corrente, protetti da una vegetazione che offre ombra e sollievo anche in piena estate, fino a che vanta con la Laguna del Mort un polmone verde tra i più bellì d'Europa. Risalendo la Piave Nuova, lo sguardo spazia sui profili degli antichi azerini - storiche arginature erette per contenere le piene del fiume - fino a . Tappa d'obbligo a dove le acque del Sile incontrano la Piave Vecchia vicino al vecchio ponte a bilanciere. L’orizzonte rientrando verso Jesolo, si allargherà sulla Laguna Nord di Venezia, dominato dalla Torre del Caligo, antico avamposto doganale dove transitavano i burchielli della Serenissima.
Attraversato il Ponte della Vittoria si entra a , la città "fiorente e gaia" che Hemingway raccontò nelle sue pagine. Vale la pena spendere un'ora tra i sentieri del Parco Fluviale e le sale del MUB Museo della Bonifica, per capire davvero come l'uomo ha strappato queste terre all'acqua, ridisegnando il paesaggio agrario. Da San Donà, un anello ciclabile collega le due rive e porta a , che sotto Venezia fu un porto fluviale ricchissimo, come testimoniano le ville patrizie, su tutte Villa Da Mula a Romanziol, legata al Sansovino. Il viaggio si chiude sull'altra sponda, a , davanti al Battistero della Pace, luogo della memoria dedicato ai Ragazzi del '99, a pochi passi da dove Hemingway venne ferito durante la Grande Guerra.
Insomma non un semplice catalogo di percorsi cicloturistici, ma un viaggio nello spirito della " ". Non è solo culturale, per chi deciderà di pedalare, ma è un’immersione totale nello spirito dei luoghi. Che amiate la mountain bike, la gravel o che preferiate il e il , gli argini del Basso Piave sono un santuario a cielo aperto in cui rigenerarsi. E dopo i chilometri nel verde, le tappe gastronomiche offrono sempre quel meritato "ristoro culturale", dai sapori rustici di un piatto di "riso e tochi" alla freschezza degli spaghetti con le "pevarasse". Mettiti in sella o indossa le sneakers perché mormora ancora le sue storie.
e