Flai Cgil Caserta

Flai Cgil Caserta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Flai Cgil Caserta, Caserta.

04/06/2026
04/06/2026

______________________**Chi siamo:**La FLAI CGIL – Federazione ...

03/06/2026

Sabato 6 giugno la Flai Cgil proclama una manifestazione nazionale ad Amendolara (CS) a seguito dell’uccisione dei 4 operai agricoli arsi vivi nel rogo di un minivan e per il ferimento di un giovane lavoratore, una tragedia che tocca nuovamente il punto più basso della disumanità e dello sfrutta...

"Le parole del sopravvissuto raccolte direttamente dalla Flai-Cgil del territorio confermano l’esistenza di un sistema d...
03/06/2026

"Le parole del sopravvissuto raccolte direttamente dalla Flai-Cgil del territorio confermano l’esistenza di un sistema di ricatto feroce, dove il diritto al lavoro e alla dignità viene barattato con la pura sussistenza, azzerando i diritti. Se le indagini dovessero confermare che ci troviamo di fronte a un atto punitivo contro chi ha provato a ribellarsi, la risposta della FLAI sarà durissima. – continua il Segretario, che afferma: “A questa violenza criminale non possiamo che rispondere con un ‘NO‘ intransigente“."

“Le notizie e le immagini che giungono dalla Calabria delineano i contorni di una vera e propria strage, una tragedia che tocca il punto più basso della disumanità e dello sfruttamento paraschiavistico nelle nostre campagne. La Flai-Cgil esprime profondo cordoglio per le vittime ed è attualment...

02/06/2026

Oggi è la festa della Repubblica. Sono trascorsi esattamente ottant'anni dal 2 giugno del 1946. L'Italia era un Paese in macerie, appena uscito dalla seconda guerra mondiale e da vent'anni di dittatura fascista. Gli italiani a suffragio universale, donne e uomini, insieme per la prima volta, furono chiamati alle urne per un referendum istituzionale senza precedenti: scegliere se rimanere una monarchia o diventare una Repubblica. I risultati parlarono chiaro: votarono l'89% degli aventi diritto, la Repubblica ottenne il 54,3% dei voti favorevoli, mentre la monarchia si fermò al 45,7%. Iniziò, così, la ricostruzione di un Paese libero, democratico e repubblicano. È quanto afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

“Il primo gennaio del 1948 - aggiunge il leader della Cgil - entrò ufficialmente in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana fondata sul lavoro e figlia della Resistenza, scritta dalle madri e dai padri costituenti eletti contemporaneamente al Referendum sulla Repubblica, per definire i valori democratici e di solidarietà della nostra comunità e garantire i diritti e le libertà di tutti i cittadini. Grazie alla sua Costituzione, in questi 80 anni, la Repubblica ha visto conquiste straordinarie, ma molto rimane ancora da fare per dare piena applicazione al dettato costituzionale e ai suoi valori”.

“Oggi il nostro Paese - sottolinea Landini - è tradito da chi ha smantellato il lavoro e i diritti. La precarietà diffusa e le disuguaglianze inaccettabili dimostrano che ha prevalso la logica del più forte, del mercato e del profitto a tutti i costi. E sono proprio le donne, che oggi celebrano l’80° anniversario del voto, spesso le più colpite dalla precarietà e dai bassi salari, e a pagare il prezzo più alto di un sistema di welfare e di servizi pubblici universali (come sanità e scuola), che scaricano ancora sulle donne il peso del lavoro familiare e impediscono un’effettiva parità di genere nel lavoro e nella società”.

“Per cambiare rotta, serve davvero dare piena applicazione alla nostra Carta Costituzionale e rimettere al centro le persone, la dignità del lavoro, il salario e la giustizia sociale. Queste sono per noi le priorità che vogliamo riaffermare in occasione di una giornata così importante”.

democrazia al lavoro

30/05/2026

28/05/2026
28/05/2026

19/05/2026

13mila euro per un visto. Questo è il prezzo della schiavitù moderna.

La dda di Potenza ha arrestato 12 persone per tratta e sfruttamento lavorativo: una rete criminale che avrebbe usato i decreti flussi per sfruttare sistematicamente la manodopera agricola. Il sistema partiva dall'India.

Giovani lavoratori venivano reclutati da intermediari con la promessa di un ingresso regolare in Italia come braccianti. Per ottenere il visto, però, le famiglie dovevano versare tra 8.500 e 13mila euro, spesso indebitandosi. Un debito che, secondo la procura, diventava il primo strumento di ricatto.

Al centro dell'inchiesta c'è l'utilizzo distorto proprio dei decreti flussi, il sistema con cui ogni anno il governo stabilisce le quote di ingresso per lavoro straniero. Un canale legale piegato a uno scopo criminale.

Leggi l'articolo completo su Collettiva.it

15/05/2026

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Caserta

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