06/23/2020
Settembre 2019. Miami. In fila per un caffè al bar.
Io ho un telefono con due Sim. Così posso avere contemporaneamente attive sia la scheda italiana sia quella americana.
In genere a quella italiana non rispondo, a meno che il numero chiamante non sia in rubrica.
Quella mattina ero distratto, squilla il telefono e rispondo senza guardare: "Hello, good morning".
"Si Certo" me risponde una voce femminile "Buona Sera. Sono Chicca Chicca, parlo con il signor Romano Miami?"
Mi rendo conto di aver risposto al telefono italiano. Mi riprendo e je faccio: "Buon giorno, si, sono io".
"Buona sera. La chiamo per conto della compagnia telefonica tal dei tali.
Abbiamo notato che ha interrotto il contratto con noi, volavamo proporle una nuova vantaggiosa offerta per ritornare con noi."
Me parla con la voce de chi quella frase l'ha già ripetuta almeno 150 volte oggi.
D'altra parte, pe me erano le 10 della mattina, pe lei erano le 4 de pomeriggio.
"No, guardi grazie, non mi interessa, mi sono trasferito, non abito più in quella casa".
Cerco de taja corto, me dispiaceva faje perde tempo.
"E la nuova abitazione?" Incalza Lei.
In effetti gli ho detto che mi sono trasferito, mica dove.
"Ah, giusto! No, mi perdoni, mi sono spiegato male. Mi sono trasferito negli Stati Uniti, in Florida".
E mentre lo dico mi rendo conto di quanto potesse sembrà la classica palla che uno se inventa pe levasse de torno quelli dei call center.
"Ah, beh, ceeeerto. Pure io sto in Florida. Se mi dice dove stà la raggiungo così le spiego di persona come funziona questa offerta". Me fa Lei tra il sarcastico ed il rassegnato alla cojonella.
Ormai certo di non essere creduto, je risponno a mezza voce "io vivo a Miami". E mentre lo dicevo, me faceva strano pure a me.
"Ah mbeh, certo, a Miami. E dove se no?" ribatte Lei quasi istericamente.
Nel frattempo, arriva il mio amico Humberto e il mio turno alla cassa.
"Scusi un momento" dico a lei.
"Hola Humberto como estas ¿Qué quieres?*" dico a Humberto.
"Un cortadito, gracias" me risponne lui.
"One double espresso and one cortadito, porfa", faccio alla cassiera.
"Six seventy-five. Muchas gracias" me risponne lei.
"Por nada" chiudo io.
Il tutto con il telefono ancora attaccato all'orecchio.
"Pronto? Pronto? E' ancora lì?"
No, non c'era più.
Non lo so se sentendome parlà lo spanglish, la lingua ufficiale di Miami, me abbia creduto. Non credo.
Ora io non lo so se Chicca Chicca leggerà mai 'sto post.
E' più probabile che tu che stai leggendo sentirai un giorno una tua amica che lavora in un call center raccontà de quella volta che un bastardo ha provato a levassela de torno dicendo che stava a Miami e facendo tutta una pantomima.
Se te dovesse capità, te prego, dijelo da parte mia:
ERA TUTTO VERO!