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Ci ho messo del tempo a capire che viaggiare tanto non significa automaticamente imparare a viaggiare bene.Anzi, a volte...
09/10/2026

Ci ho messo del tempo a capire che viaggiare tanto non significa automaticamente imparare a viaggiare bene.

Anzi, a volte più ci sentiamo curiosi, aperti, sensibili, più rischiamo di convincerci che le nostre intenzioni siano sufficienti, che se arriviamo con rispetto, con una macchina fotografica e con il desiderio sincero di conoscere, allora quello che facciamo sia necessariamente giusto.

A volte è così, ma non sempre.

Negli anni mi sono accorta di quante cose avevo normalizzato anch’io.
Il desiderio di arrivare più lontano, di vedere ciò che pochi avevano visto, di fotografare, raccontare, entrare nelle case, conoscere rituali, ascoltare storie e raccontarle. Tutte cose che possono nascere da una curiosità bellissima, ma non per questo ci appartengono.

La cosa che provo a ricordarmi più spesso è che il privilegio di poter viaggiare non coincide con il diritto di accedere a tutto.

Posso desiderare una fotografia e scegliere di non farla, o quantomeno chiedere il permesso.
Posso voler conoscere una cerimonia e accettare che non mi riguardi e che sia un momento intimo e riservato. Posso voler essere affettuosa e capire che il mio modo di dimostrarlo non è universale.
Posso avere voglia di aiutare e ammettere di non sapere di cosa abbia davvero bisogno la persona davanti a me.

A volte rispettare significa fare qualcosa, ma altre volte significa semplicemente non farla.

Non credo esista un manuale perfetto per entrare nella vita degli altri senza lasciare traccia (nel mondo, così come a casa nostra), io per prima continuo a sbagliare, imparare e mettere in discussione il mio modo di viaggiare, ma credo che possiamo almeno smettere di partire dal presupposto che il mondo sia lì per essere consumato da noi.

Il mondo è un luogo meraviglioso, ma ospita anche tante ingiustizie, violenza e rapporti di potere.
Personalmente mi piacerebbe custodire e tramandare la bellezza, ma non è sempre un cammino facile.

Questo è quello che ho imparato in questi anni, spero possa essere d’aiuto anche a voi.

08/10/2026

Sapevi da dove viene il caffè? ☕️

Nella Valle dell’Omo, in Etiopia, tra comunità come gli Hamer e i Kara, il caffè del mattino è una delle occasioni più importanti per ritrovarsi.
Si accende il fuoco, si mettono a bollire le bucce essiccate del frutto del caffè e, mentre la bevanda si prepara, ci si scambiano notizie, si ascoltano gli anziani, si discutono questioni familiari e si organizza la giornata.

Sono momenti che amo osservare quando viaggio, perché raccontano moltissimo dell’organizzazione sociale di una comunità, del ruolo degli anziani, di come vengono tramandate le conoscenze e di quanto spazio venga dedicato alle relazioni umane.

Mi fanno riflettere su quanto, nelle nostre vite sempre più frenetiche, abbiamo finito per sacrificare proprio quel tempo condiviso e così il caffè ce lo beviamo al bancone del bar, in piedi, di fretta, sperando non sia troppo caldo perché dobbiamo scappare.

Dal 5 al 18 dicembre tornerò nella Valle dell’Omo, insieme ad un piccolo gruppo e avremo l’opportunità di conoscere alcune di queste comunità, ascoltare le loro storie e osservare da vicino una quotidianità.

Ci sono ancora posti disponibili!
Per ricevere informazioni, scrivimi in dm 🧡

07/10/2026

Il Dimi è uno dei riti più importanti nella società Dassanech, uno dei popoli più numerosi della Valle dell’Omo, Etiopia.

Coinvolge un padre e sua figlia e segna, per entrambi, un cambiamento di status all’interno della comunità.
Per l’uomo rappresenta il passaggio verso il ruolo di anziano e per la ragazza si inserisce nel percorso che precede tradizionalmente il matrimonio e la vita adulta.

La cerimonia richiede una lunga preparazione e coinvolge l’intera comunità: abiti e ornamenti cerimoniali, danze, pasti condivisi, sacrifici di bestiame e giorni di celebrazione.

All’interno di questo percorso esiste però anche una pratica molto più difficile da raccontare, ovvero la mutilazione genitale femminile, ancora presente tra i Dassanech (e non solo) e legata, in diversi casi, al passaggio sociale verso il matrimonio.

Raccontare queste tradizioni significa anche accettarne la complessità ed osservarle senza trasformarle in folklore, senza idealizzarle, ma anche senza ridurre un intero popolo a una pratica che noi consideriamo inaccettabile.

A dicembre tornerò nella Valle dell’Omo con un piccolo gruppo, per conoscere da vicino le comunità che la abitano e provare a comprendere meglio sistemi sociali, tradizioni e cambiamenti che raramente possono essere spiegati in pochi secondi.

🛖 dal 5 al 18 Dicembre
Ci sono ancora alcuni posti disponibili.
Per ricevere il programma, scrivimi in dm

05/10/2026

Problemi del primo mondo: farsi la guerra virtuale per decidere cosa sia giusto e cosa no per Popoli Originari e comunità native.

Attivismo spostati, ci pensano i commenti sotto i post.

Dal 5 al 18 Dicembre si torna nella Valle dell’Omo, Etiopia con un viaggio non etico, ma in cui ci si prende le responsa...
03/10/2026

Dal 5 al 18 Dicembre si torna nella Valle dell’Omo, Etiopia con un viaggio non etico, ma in cui ci si prende le responsabilità.

Per anni ho creduto che bastasse avere buone intenzioni per viaggiare nel modo giusto.
Poi ho iniziato a rendermi conto che non è così semplice, perché anche quando arriviamo con rispetto, curiosità e voglia di conoscere, la nostra presenza modifica qualcosa.
Porta denaro, aspettative, immagini, richieste, dinamiche nuove e a volte il nostro stesso desiderio di vedere, capire e raccontare può occupare troppo spazio.

Ammetterlo non è stato facile.
Soprattutto perché, quando scegli di rinunciare a qualcosa per rispetto, sai benissimo che qualcun altro potrebbe arrivare il giorno dopo senza farsi nessuna domanda o scrupolo ed è proprio da questa contraddizione che è nato il viaggio in Etiopia.

Non dall’idea di aver trovato la formula perfetta del “turismo etico”, che non credo esista, ma piuttosto dal tentativo di fare e diffondere scelte più consapevoli: lasciare alle persone la possibilità di decidere cosa condividere con noi, non pretendere accesso, non distribuire regali pensando di sapere cosa serve agli altri, non chiedere che una tradizione venga riprodotta per intrattenerci, accettare condizioni semplici e rinunciare quando sarà necessario.

Perché non bisognerebbe mai smettere di chiedersi quale impatto stiamo avendo mentre facciamo una scelta.

Dal 5 al 18 Dicembre tornerò nella Valle dell’Omo con un piccolo gruppo e ci sono ancora dei posti disponibili.

Se senti che questo modo di viaggiare ti appartiene, scrivimi in dm o mandalo a un amico/a che condivide questa visione.

Non possiamo stravolgere il mondo, ma possiamo viverlo con consapevolezza e responsabilità.

Buon primo compleanno casetta mia 🎂🥹Il tempo è passato in fretta, eppure quante sfide abbiamo già attraversato insieme, ...
17/09/2026

Buon primo compleanno casetta mia 🎂🥹
Il tempo è passato in fretta, eppure quante sfide abbiamo già attraversato insieme, quante facce amiche hai già visto e quanti ricordi abbiamo già creato.

Il 17 Settembre 2025, ho firmato l’atto di acquisto della mia prima casa.
In quello stesso anno, ho deciso di fare ritorno in Sardegna dopo 10 anni da nomade.

La scelta di percorrere 70km tutte le volte che voglio andare nella “grande città”.
La scelta di vivere in campagna, in mezzo al verde, agli animali, ai cieli stellati.
Qui facevo il primo viaggio in macchina da proprietaria. 🚗🗝️

Parte romantica 🧡
Ci vuole immaginazione, ma qui disegnavo la mia casetta su misura, prima di partire per 2 mesi in Africa e seguire una ristrutturazione a distanza.
Ho imparato la lezione e non lo farò mai più. 😅

La finestra sul mondo che avevo sempre desiderato sulla cucina.
Un ricordo della mia vita nelle farm in Australia.
In Tasmania avevo una finestra proprio così su un campo di mele (che raccoglievo)🍎

La prima volta che vedo la casa ristrutturata al mio ritorno dall’Africa. 🥹

La gioia mista ad esaurimento di mo***re i primi pezzi.
Che bello dare forma ✨

Scatoloni, valige, bustoni, cose cose cose.
Trasloco n.5 della mia vita ✅

Con ancora la casa sottosopra, dopo soli 10 giorni, la casa si colora e si impregna di amore.
Amici di una vita e nuovi incontri magici si incontrano tra pancake, marmellate e frutta invernale.

Questo è stato il primo Natale nella mia casetta🥹🎄🥞

L’albero enorme di corbezzoli di fronte a casa e l’energia dell’amore in uno dei momenti più importanti della mia vita ♥️

Quella volta in cui il gregge di pecore del vicino si è perso ed è entrato a brucare la mia avena 🌾🐑

Spoiler: non è stato per niente semplice mandarle via!

Ho costruito la prima cucina di legno su misura per me 🥹

Regali a fine giornata che mi hanno fatto innamorare 🧡

Primo pranzo fuori per un’occasione importante.
I fiori sulla tavola sono raccolti dal terreno.

Ho scoperto che la primavera è la mia stagione preferita🌷

La sorpresa di trovare 5 cinque piante di ciliegie selvatiche nel mio terreno 🍒
Anche qui ho pianto di gioia e poi mi sono disperata quand

15/09/2026

Siamo consumatori che hanno perso criterio di valutazione e valori, diventando sempre meno capaci di riconoscere la qualità.

Siamo circondati da prodotti mediocri, professionisti improvvisati, servizi costruiti in fretta ma venduti benissimo e spesso finiamo per scegliere in base al prezzo, alla pubblicità, a chi comunica meglio, invece che alla competenza, al lavoro e alla sostanza che ci sono dietro.
Nel settore dei viaggi lo vedo quotidianamente.

La narrativa del “tutti possiamo fare tutto” ci è un po’ sfuggita di mano.

Recentemente mentre mi veniva detto che posso (e dovrei) migliorare le mie capacità nel vendermi, mi è stato chiesto perché le persone dovrebbero scegliere me e come mi diversifico dagli altri, in un mercato incredibilmente saturo.

Ci ho pensato e lo condivido con voi:

• Non costruisco itinerari per vedere più cose possibili, ma per comprenderne meglio poche ed importanti.

• Dietro ogni viaggio ci sono studio, ricerca e anni passati a viaggiare in questo modo, contatti e relazioni reali con i locali, miei più grandi maestri.

• Le persone, le comunità e le loro storie vengono prima di tutto.

• Preferisco vedere meno e fermarmi di più, costruendo rapporti duraturi, fiducia, rispetto e affidabilità, ma anche perché comprendere richiede tempo.

• Non cerco clienti spettatori tanto per riempire i tour, ma persone che osservano, fanno domande e si mettono in discussione.

• L’impatto che lasciamo conta quanto ciò che portiamo a casa. Non esistono viaggi etici, le nostre azioni avranno sempre un impatto, si tratta di essere viaggiatori consapevoli e cercare di ridurre il più possibile ciò che danneggia altre realtà o direttamente evitare determinate attività.

• Non ho iniziato a viaggiare così, perché era un trend e volevo “cambiare vita”, il viaggio è stata da subito la mia vita ed è diventato un lavoro perché era già il mio modo di stare nel mondo.

• I viaggi che propongo, non sono viaggi per tutti e non vogliono esserlo. È richiesto spirito di adattamento e assoluto rispetto.

Vorrei invitarvi a dedicare un pochino di tempo in più nelle vostre scelte quando vi affidate a qual

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