31/12/2020
Eccoci agli sgoccioli del 2020. "Finalmente" tutti a pensare, e mai come questa volta in maniera così convinta. Un anno che ricorderemo forse come uno dei peggiori, sicuramente come uno dei più strani. Un anno che racconteremo ancora per decenni e che finirà nei libri di storia. Un anno in cui improvvisamente ci siamo sentiti catapultati in un romanzo di Saramago o Camus; non a caso "Cecità" e "La peste" sono tra i libri più venduti in questi ultimi mesi.
Un anno in cui tutti hanno perso qualcosa, qualcuno addirittura tutto. Il virus ci ha tolto gli affetti, ci ha tolto ambizioni e occasioni lavorative, ci ha tolto desideri e speranze. Abbiamo visto sgretolarsi iniziative per le quali erano stati investiti risparmi e spesi sacrifici, abbiamo visto abortire progetti prima che vedessero la luce. Abbiamo visto bambini privati della scuola e del suo inestimabile valore sociale prima ancora che didattico, abbiamo visto adolescenti rinunciare ai loro primi incontri, abbiamo visto giovani coppie rimandare e poi rimandare e poi rimandare ancora il loro matrimonio, abbiamo visto mettere in dubbio - più di quanto già non si facesse - il concetto stesso di famiglia, abbiamo visto anziani chiusi in casa terrorizzati. Siamo stati privati della socialità, degli abbracci, della cultura. La cultura dei teatri, dei cinema, dei musei e dei concerti. Ma anche quella dei viaggi.
Abbiamo tutti dovuto cedere pezzi di libertà, ognuno qualcosa di diverso forse, ma per tutti estremamente importante.
E tutti in fondo abbiamo qualcosa in comune: ci è stato tolto il tempo. Chi ci restituirà ciò che abbiamo perso o rimandato? Nessuno. Perché nessuno può farlo e nessuno ne ha la colpa.
Si era detto che il virus ci avrebbe reso migliori. Forse non saremo migliori, ma - si spera - saremo almeno più saggi.
Perché il 2020 ci ha anche insegnato un concetto molto prezioso: fare le cose con lentezza non sempre significa tempo sprecato, ma piuttosto tempo goduto.
E se è vero che nessuno può ridarci il tempo perduto, è altrettanto vero che nessuno può impedirci di moltiplicare il valore di quello che ci rimane. Per farlo, a volte, basta andare piano.
Buon 2021!