13/06/2026
Dopo le elezioni parlamentari di aprile, il neoeletto primo ministro ungherese Péter Magyar ha annunciato che saranno aperti al pubblico uno degli edifici più famosi e controversi del complesso del Castello di Buda, il convento dei Carmelitani, e l’adiacente sede dell’ex Società della Croce Rossa, di recente costruzione. Oggi, nell’ambito di una visita guidata, ho potuto finalmente vedere questi edifici dall’interno, che agli occhi di gran parte del paese sono diventati simboli di arroganza del potere, presunzione, isolamento e di un esercizio del potere incline all’autocrazia.
Nel cuore del Castello di Buda, al posto di questo complesso di edifici, dal secolo XIII sorgeva un convento francescano. Durante la dominazione turca fu trasformato in una moschea, poi distrutto al momento della riconquista di Buda.
Tra le rovine si insediò l'ordine dei monaci carmelitani. Nel secolo XVIII fu utilizzato come comando militare, poi nel 1786 Giuseppe II. decise che il convento doveva essere trasformato in un casinò e la chiesa in un teatro. Per la realizzazione dei progetti incaricò Farkas Kempelen, chi é diventato famoso per la macchina degli scacchi. L'ex chiesa, trasformata nel Teatro del Castello, è diventata un luogo importante della storia culturale ungherese, hanno dato concerto Beethoven e Joseph Haydn anche. Dal 2019 è diventata l'ufficio di Viktor Orbán.
L'edificio adiacente, un tempo sede dell'associazione della Croce Rossa, fu costruito ai principi di 1900 su progetto di Alajos Hauszmann. Durante la seconda guerra mondiale fu gravemente danneggiato dai bombardamenti. Durante il regime comunista, sebbene fosse possibile restaurarlo, si preferì demolirlo. La ricostruzione è iniziata alcuni anni fa e l'interno è stato completamente modernizzato; in precedenza ospitava l'Ufficio del Gabinetto del Primo Ministro. Oggi vi ha sede il Ministero degli Affari Sociali e della Famiglia del nuovo governo.