16/12/2025
Perché FRAUDE sarà necessario anche con l’AI Act
L’AI Act dell’Unione Europea introduce obblighi di trasparenza per i contenuti generati dall’intelligenza artificiale.
Alla luce delle soluzioni oggi disponibili, è plausibile che tali obblighi vengano attuati tramite metadati e marcature machine-readable, inclusi watermark embedded nel contenuto.
Si tratta di strumenti utili per la compliance regolatoria, ma con limiti strutturali che è importante riconoscere.
Nel dominio audio:
i metadati sono esterni al segnale e possono essere rimossi o persi lungo la filiera (editing, mastering, broadcast, re-upload);
le marcature embedded risultano spesso sensibili a compressione, ricodifica e post-produzione, e non sono facilmente standardizzabili su scala industriale;
entrambe le soluzioni hanno natura prevalentemente dichiarativa e non consentono, da sole, un accertamento tecnico affidabile;
nessuna delle due intercetta in modo efficace contenuti AI non dichiarati, ibridi o intenzionalmente camuffati.
Per questo motivo, la trasparenza regolatoria non equivale alla verificabilità tecnica dell’origine di un contenuto.
FRAUDE opera su un livello diverso:
un sistema di analisi forense del segnale audio, indipendente da dichiarazioni e marcature, basato sull’individuazione di watermark naturali e anomalie strutturali tipiche della sintesi AI.
L’AI Act abilita la trasparenza.
FRAUDE abilita l’accertamento.
Due livelli distinti e complementari per la tutela dei cataloghi, dei diritti e dell’integrità dei sistemi di distribuzione.