16/08/2026
PARIGI 🗼
Credo che scrivere su questa pagina stia diventando inutile, perché non ho più grandi consigli da elargire riguardo i viaggi con i bambini. I miei figli stanno crescendo e nonostante la perseveranza di noi genitori nel fare proposte di viaggio, è sempre più difficile entusiasmarli con sorprese o spostarci senza una vagonata di lamentele. In questo viaggio il Saggio si è mostrato collaborativo solo per visitare Parigi, calandosi nel ruolo di navigatore esperto. Le mappe delle metropolitane in cui io mi sarei sicuramente persa, per lui non sono altro che uno schema matematico da risolvere, in cui si orienta alla perfezione, mentre io mi preoccupo di tenere entro il mio raggio di controllo il Cucciolo, che nella folla della capitale, insegrue piccioni, cambia improvvisamente rotta perché sta saltando da un tombino all’altro o scende dal marciapiede seguendo una foglia svolazzante. Io il primo giorno ho adottato il mio abituale metodo, parlare con qualcuno. Ho chiesto ad una ragazza dove si acquistassero i biglietti del bus. Lei si è sfilata gli auricolari, ha ascoltato la mia domanda in inglese, con tentativi di termini francesi e poi ha sfoderato un sorriso smagliante chiedendo “siete italiani?”. Evidentemente il mio accento british bresciano le ha lasciato intuire le mie origini, o forse saranno i tratti somatici simili ai suoi, visto che Samia, così si chiamava, è italiana, di Torino, trasferita con la famiglia in Francia e poi da sola a Parigi, per studiare. I suoi genitori sono marocchini, ma lei ha dovuto imparare il francese qui, perché alle medie, in Italia, aveva imparato solo i numeri e i colori, un po' come tutti. Ci ha aiutato a districarci il primo giorno con i cambi tra aitobus e treni, spiegandoci le tariffe dei diversi biglietti e le deviazioni per i lavori in corso. Ci ha raccontato che nonostante l’abbonamento mensile costi 100€ gli autobus non hanno l’aria condizionata e siano spesso in ritardo, e ci ha consigliato i migliori percorsi da fare con i bambini nel tempo che avevamo a disposizione. Il nostro campeggio è a Neuille sur Marne, l’attesa del bus per avvicinarci è stata estenuante e il tragitto con il caldo pure peggio. Lei è stata molto carina e ci ha aspettato e guidato anche nei cambi mezzi, poi ci siamo salutate e le abbiamo augurato in bocca al lupo. La sua storia è simile a quella di molti francesi, Parigi sicuramente non rappresenta tutta la nazione, ma ho provato la stessa sensazione di tanti anni fa, cioè di essere in un luogo rappresentativo del globo. Donne alte, basse, giovani, anziane, con velo o con parrucche, con cappellini o con capelli rasati e colorati, rasta, code, trecce e foulard di seta. Neri elegantissimi in completo e cravatta, a fianco a ragazzi olivastri con le sopracciglia perfettamente disegnate, anziane in shorts e orientali in abiti lunghi e schiena nuda, famiglie con bambini biondissimi e mercanti usciti da altre epoche, quasi più vecchi della mercanzia d’antiquariato che espongono,suorine velate che si scattano selfie e principesse che scendono da bianche limousine vicino alla fermata del nostro autobus in cui gli odori e i sudori so sono amalgamati in un unica fragranza di umanità. Della città posso dirvi che abbiamo visto, tra ieri e oggi Notre Dame, Il Louvre, l’Arco di Trionfo la Tour Eiffel, Trocadero e gli Champs Elisee. Non siamo entrati in nessuno di essi, non abbiamo approfondito, giusto due foto a ciascuno e poi via tra un “sono stanco”, “ho fame”, “quanto manca”, “quando torniamo in camper?” del Cucciolo. Il Terremoto ci ha stupiti con degli aneddoti sulla torre, appresi grazie alla lettura in classe di un libro sui monumenti. Grazie maestra!
Volendo investire più denaro avremmo potuto prendere un battello sulla Senna o uno di quei bus a due piani, ma abbiamo in serbo una sorpresa per i prossimi giorni, per cui ci siamo accontentati di questi assaggi della cité. Per me rimane comunque maestosa e credo che la sua bellezza stia più nei dettagli che nel consumato itinerario turistico. La scelta di ristrutturare e conservare i palazzi antichi, di impedire la costituzione di condomini e grattacieli nel centro, la vita lungo la Senna, ma anche la moltitudine di visi che affollano ristoranti e caffè, sono ineguagliabili.
Resta aperta la possibilità di consigliare nei commenti modalità di visita differenti o di dire cosa vi è piaciuto di più di Parigi? Chi di voi non c'è ancora stato ma ha in programma un viaggio? Cosa avete amato di più di questa città?