08/09/2026
Vi racconto una storia buffa, che parte da un errore e finisce con una casa comprata. Un giorno ho mandato mio marito a comprarmi dell'olio di argan — lo usavo come abbronzante, ai tempi. È uscito per quello, ed è tornato con un appuntamento per vedere una casa a Marrakech. Vista e comprata praticamente subito: in pochi giorni avevamo già firmato il contratto. Quella casa ha contribuito ancora di più a farci innamorare del Marocco. Così, quasi per caso, nel 2008 ho iniziato a stabilirmi in Marocco — anche se ci andavo già dal 1988.
Da lì ho imparato a conoscere l'argan sul serio. Le signore che conoscevo mi dicevano: lo usiamo ogni giorno, su capelli, viso, corpo. E infatti spesso, sotto il velo, avevano una pelle senza rughe e capelli bellissimi.
Ma trovare quello vero non è affatto semplice: quello autentico è inodore e non unge, mentre in giro si trovano spesso boccette che sanno di nocciolina tostata e sono untuose. Quando ho aperto la spa in uno dei riad che gestivo, ho cercato parecchio prima di trovare il prodotto giusto per le mie clienti.
C'è anche una ragione più profonda per cui amo raccontare questa storia: dietro un vero olio di argan c'è un lavoro lunghissimo, fatto a mano, affidato solo alle donne — spesso riunite in cooperative che offrono loro un salario, un minimo di alfabetizzazione e una quota sugli utili. Sono spesso donne dei villaggi, a volte in situazioni difficili, per cui questo lavoro cambia davvero la vita.
Per questo suggeriamo sempre di visitare le cooperative lungo la strada per Essaouira, e le erboristerie che raccomandiamo a Marrakech.
Tutto quello che vi racconto nasce da quello che ho vissuto e provato in prima persona — davvero una vita intera di Marocco.
Se vi va di scoprire anche voi questa storia dal vivo, scrivetemi pure in chat.
Fatti. Non parole. 🇲🇦