18/04/2026
SCIOPERO GENERALE DEL 29 MAGGIO 2026 - PERCHE’ NON CI SIAMO:
Il 30 marzo CUB, SGB e ADL Varese hanno proposto l’indizione di uno sciopero generale per la metà di maggio, successivamente decisa per il 29 maggio 2026, su tematiche in parte condivisibili. SGC (Sindacato Generale di Classe) ha partecipato alla riunione on line dell’8
aprile 2026 promossa da CUB, SGB e ADL Cobas Varese, collegati anche il Si Cobas, ADL Cobas, Clap, Unicobas, USI Cit e Usi 1921.
Al termine del confronto gli invitati, tra cui noi, si sono riservati di leggere la piattaforma di indizione, valutandone l’adesione previo confronto interno con le rispettive organizzazioni.
Dopo una tempestiva valutazione del testo (comprese AL Cobas ATM e L.M.O ), si decide di partecipare, apportando alcune aggiunte alla piattaforma. Successivamente la CUB, anche a nome degli altri promotori, ci comunica che due di queste modifiche proposte non possono essere condivise. In particolare:
CONTRO le politiche della UE e la presenza della NATO in Italia PER l’abrogazione del TU 2014 sulla rappresentanza che limita la libertà sindacale Per quanto riguarda il “Testo Unico del 10 gennaio 2014 sulla rappresentanza nei luoghi di lavoro”, la motivazione è nella firma apposta a quell’accordo da buona parte dei promotori.
Per quanto riguarda la contrarietà di alcuni tra i promotori alla rivendicazione “fuori la
Nato dall’Italia”, ci resta francamente incomprensibile la motivazione visto che, nelle piazze, ci siamo trovati spesso a gridare lo stesso slogan.
E’ stata respinta anche la frase “ per una legge che affermi una vera democrazia della rappresentanza nei luoghi di lavoro senza i limiti contenuti nel T.U. del 10 gennaio 2014”.
Un concetto, da noi proposto per trovare comunque una mediazione, che pensavamo
potesse essere accettato anche da quanti, pur avendo firmato l’accordo sul T.U. del 10
gennaio 2014, ne riconoscono gli evidenti limiti. In alternativa ci veniva proposta una frase talmente generica che, a nostro avviso, poteva essere sovrapposta a quanto richiesto da tempo anche dalla CGIL di Landini.
S.G.C., L.M.O., AL.COBAS hanno quindi declinato l’invito ad indire unitariamente lo
sciopero del 29 maggio 2026.
L’affermazione di una vera democrazia nei luoghi di lavoro ed il protagonismo dei
lavoratori sono punti irrinunciabili della nostra identità e della lotta che, quotidianamente, i nostri delegati portano avanti scontrandosi, oltre che con le controparti, anche e soprattutto con le burocrazie sindacali.
Non abbiamo mai accettato le limitazioni imposte dal T.U. sulla rappresentanza del 10
gennaio 2014 e crediamo fermamente che, per la crescita e la ripresa di un vero movimento dei lavoratori, quel testo vada cancellato al pari delle leggi antisciopero 146/90 e 83/2000.
Quando s’invoca a parole la “democrazia nei luoghi di lavoro” ma concretamente non si
mette in discussione uno dei principali strumenti ( il T.U. sulla rappresentanza del 2014) attraverso cui quella democrazia viene soffocata e repressa, non si può essere credibili.
Purtroppo i 2/3 della CUB, SGB e ADL Cobas Varese hanno aderito a quell’accordo, voluto
da Confindustria e da CGIL CISL e UIL, sottostando ad ulteriori limitazioni del diritto di sciopero e ad ulteriori limitazioni alla libertà dei lavoratori e delle lavoratrici di essere
protagonisti delle scelte sindacali.
Nella sostanza un adeguamento al sistema che in origine si voleva combattere e che è stata
la ragione della nascita del sindacalismo di base.
Noi non ci sottomettiamo a regolamenti imposti dalle organizzazioni industriali e sindacali,
preferiamo combattere e conquistare le agibilità con i rapporti di forza, costruiti con la crescita della consapevolezza dei lavoratori.
Siamo certi che molti lavoratori e lavoratrici che operano nei territori e nei luoghi di lavoro,
iscritti alle organizzazioni promotrici dello sciopero del 29 maggio, e altre organizzazioni di base non sono stati coinvolti in questa discussione ma non possiamo sottacere quanto avvenuto, i motivi che, ancora una volta, hanno impedito un percorso unitario su un terreno di classe.
La fase che stiamo vivendo, che si protrae da troppo tempo e che si abbatte sempre di
più sulle fasce più deboli della società, richiederebbe il coraggio e la forza di metterci in
discussione, aprire un confronto a tutto campo, individuare ciò che ostacola davvero la
rinascita del movimento operaio e dei lavoratori tutti.
I limiti di questo li misuriamo nella adesione sempre minore alle iniziative di lotta e
mobilitazione a cui le organizzazioni sindacali chiamano i lavoratori e dalla più sensibile
partecipazione di cittadini e di giovani, non organizzati, alle mobilitazioni su tematiche
generali come la guerra.
Non possiamo non evidenziare quanto le problematiche che toccano la classe lavoratrice (salario, occupazione, precariato, emigrazione dei giovani, deindustrializzazione, distruzione
dei servizi pubblici, del sistema sanitario e del sistema pensionistico, dei trasporti e dell’istruzione, della sicurezza e della tutela della salute dentro e fuori i luoghi di lavoro) sono strettamente collegate alla barbarie del sistema capitalistico e alle scelte politiche dell’Unione Europea, degli Stati Uniti, della NATO.
SGC - Sindacato Generale di Classe AL-Cobas
AL-Cobas Atm Milano