01/06/2026
🏚️ Nel 2014, l'ultimo abitante lasciò Suwgra. Il villaggio era vuoto. Abbandonato.
Suwgra è un villaggio arroccato sulle scogliere del Jabal Akhdar, il cosiddetto "Monte Verde" dell'Oman, nel cuore della catena montuosa degli Al Hajar. Un posto che esiste da oltre 500 anni. Costruito direttamente nella roccia, sospeso tra cielo e montagna, raggiungibile solo salendo scale di pietra antiche quanto il villaggio stesso.
Per secoli ha ospitato famiglie omanite che vivevano di agricoltura terrazzata, di melograni, di rose, di sistemi di irrigazione che ancora oggi sfidano la logica moderna. Poi, lentamente, le famiglie se ne sono andate. La vita di montagna era dura. Le città chiamavano. E Suwgra è rimasto lì, in silenzio, aggrappato alla roccia.
Fino a quando la famiglia Al Sheriqi non ha deciso che un posto così non poteva sparire.
Hanno recuperato ogni stanza, ogni muro, ogni angolo di quel villaggio e lo hanno trasformato in qualcosa di unico al mondo: un hotel diffuso dove dormi letteralmente nella storia dell'Oman. Camere ricavate da abitazioni di 500 anni fa, terrazze che si affacciano sul vuoto della montagna, aria che sa di ginepro, cibo tradizionale omanita che arriva — e qui bisogna vederlo per crederci — trasportato via zipline da una parte all'altra della scogliera.
Non è un resort. Non è un boutique hotel. È un villaggio vivo, gestito da una famiglia omanita, che racconta l'Oman come nessuna guida turistica mai potrebbe fare.
Noi lo conosciamo bene. E quando portiamo i nostri viaggiatori qui, la reazione è sempre la stessa: silenzio. Poi gli occhi che si allargano. Poi qualcosa che assomiglia alla gratitudine di aver visto qualcosa di autentico e irripetibile.
L'Oman è pieno di posti così.
Bisogna solo sapere dove guardare. 🇴🇲