La storia ci indica, attraverso i documenti, che nel 1195 Gangi, già allora sul monte Marone, appartiene alla contea di Geraci. Come tutte le cittadine medievali, era cinta da alte mura segnate da poche porte di accesso e torri di difesa. Ad Enrico Ventimiglia succede il nipote Francesco I, a cui va attribuita la definizione del Castello e la realizzazione della Torre quadrata, oggi nota come Torr
e dei Ventimiglia. Nel periodo del 1500 Gangi trovava lustro in due artisti, Giuseppe Salerno (detto lo Zoppo di Gangi) e Gaspare Vazzano, le cui opere sparse per tutta la Sicilia ancora oggi incantano. La storia e la legenda di due grandi pittori che adottarono lo stesso pseudonimo. Nel Settecento a Gangi sorgono numerose Accademie di letterati, tra le quali quella degli Industriosi, e si costruiscono alcuni Palazzi nobiliari, fra i quali Palazzo Bongiorno, Palazzo Sgadari, sede del Museo Civico, palazzo Mocciaro segneranno nell'Ottocento il tessuto urbano della cittadina madonita quale espressione dell'ultima nobiltà terriera. Nicolò di Bari, con relativa cripta dei preti morti, oggi collegata con l'imponente Torre detta dei Ventimiglia che, con le sue arcate, fa da vestibolo all'ingresso principale dell'edificio; Chiesa di S. Paolo ( XV sec.), la Torre Saracena, posta ai margini della vasta area verde di pertinenza del Convento dei Cappuccini, la Chiesa della Badia e quella della Madonna della Catena, dove si trova un splendida statua marmorea del Gagini e la tomba dello Zoppo di Gangi. Festa del patrono San Cataldo 10 maggio.