02/10/2025
Qui l'associazione Comma2 spiega perché lo sciopero del 3 ottobre è legittimo. E lo è anche nell'ambito dei servizi pubblici essenziali.
E' utile informare lavoratrici e lavoratori.
Uno sciopero giusto e giuridicamente legittimo
In questi giorni assistiamo alla mobilitazione di centinaia di migliaia di persone contro il Genocidio a Gaza. L’iniziativa della Global Sumud Flotilla, oltra a scaldare i cuori e indignare la coscienze, ha avuto il merito di porre l’attenzione sulla violazione sistematica della legalità internazionale da parte di Israele.
Basti ricordare come la Corte di Giustizia internazionale, con il parere del 19 luglio del 2024, ha ricordato come «Israele non abbia diritto alla sovranità su alcuna parte del Territorio palestinese occupato e non possa esercitarvi poteri sovrani in virtù della sua occupazione».
Ieri sera, abbiamo assistito al rovesciamento del diritto, perché chi violava la legalità arrestava chi la promuoveva.
Di fronte a questo quadro, il mondo del lavoro ha deciso di mettere in campo il suo strumento principale: lo sciopero.
Il 3 ottobre, CGIL, USB, e altre sigle sindacali, hanno promosso uno sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati.
Questa iniziativa esprime il senso più nobile dello sciopero che, prima ancora di uno importante strumento di rivendicazione, è un atto di partecipazione politica. Ci piace ricordare come nel Marzo del 1943 100.000 operai scioperarono per porre fine al fascismo e alla guerra. Lo Sciopero è rinato dal buio della dittatura con un forte atto pacifista. Inoltre la Corte Costituzionale ha precisato in più occasioni che “rientra nella previsione dell'art. 40 della Costituzione anche lo sciopero non avente finalità economiche,” (Corte Costit. 290/1974 e 165/83).
Per questo vogliamo precisare che lo sciopero indetto per venerdì 3 ottobre, oltre che giusto e necessario, è anche conforme al nostro ordinamento giuridico.
E’ utile ricordare, perché in tempi bui si potrebbe scordare, che lo sciopero è tutelato e riconosciuto dall’art. 40 della Costituzione, come diritto della singola lavoratrice e lavoratore. Ed è garantito anche dalla Convenzione OIL n. 87 sul diritto di sciopero.
Nel settore privato e nel settore pubblico che non implica servizi pubblici essenziali, non esiste una legge che regola il diritto di sciopero, che può essere esercitato senza alcun preavviso e comunicazione al datore di lavoro e senza lo svolgimento di alcun procedura preliminare.
Ancora di recente la Corte di Cassazione ha ricordato che (sent. 11347/2025) per la valutazione della legittimità dello sciopero “sono, invece, privi di rilievo […] la mancanza sia di proclamazione formale sia di preavviso al datore di lavoro sia di tentativi di conciliazione sia d'interventi dei sindacati mentre il fatto che lo sciopero arrechi danno al datore di lavoro, impedendo o riducendo la produzione dell'azienda, è connaturale alla funzione di autotutela coattiva propria dello sciopero stesso”.
Per quanto riguarda i servizi pubblici essenziali (es. trasporti e settore sanitario) l’art. 2 L. 146/90 prevede di regola che lo sciopero sia preceduto da un preavviso di almeno 10 giorni.
Tuttavia, il legislatore, proprio in considerazione dell’importanza del diritto di sciopero, ha previsto che “7. Le disposizioni del presente articolo in tema di preavviso minimo e di indicazione della durata non si applicano nei casi di astensione dal lavoro in difesa dell'ordine costituzionale, o di protesta per gravi eventi lesivi dell'incolumità e della sicurezza dei lavoratori.”
Ebbene, esistono in questo caso i presupposti per l’applicazione di questa disposizione.
Lo sciopero del 3 ottobre difende con forza l’ordine costituzionale.
Ricordiamo che ai sensi dell’art. 11 della Costituzione l’Italia ripudia la guerra e promuove le Organizzazioni internazionale, e L’ONU, così tanto inascoltata, è la più grande.
Inoltre l’art. 10 della Costituzione prevede che “L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.” e l’art. 117 Cost. impone all’Italia il rispetto “dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali”. Tali disposizioni quindi impongono di rispettare la legalità internazionale come descritta, ad esempio, dal parere della Corte di Giustizia del 19/7/24 e dalla successiva risoluzione ONU che chiedono a tutti gli Stati di collaborare per porre fine ai crimi contro il popolo palestinese. E la legalità internazionale impone di contrastare l’illegale blocco navale di gaza imposto da Israele in violazione delle convenzioni internazionali.
Inoltre, lo sciopero è una “protesta per gravi eventi lesivi dell'incolumità e della sicurezza dei lavoratori”. Infatti, sulla Global Sumud Flotilla ci sono lavoratori e lavoratrici, non solo italiane, la cui incolumità è evidentemente a rischio.
Pertanto ribadiamo che lo sciopero del 3 ottobre si svolge nel pieno rispetto dell’ordinamento e anzi rappresenta un alto momento di attuazione della legalità costituzione e del diritto internazionale.
Per questo ci auguriamo che lo sciopero vada bene, che il Paese si fermi in solidarietà del popolo palestinese. E Comma 2 sarà al fianco per la difesa di tutti i lavoratori e lavoratrici che dovessero vedere leso il loro importante diritto di sciopero.
Associazione Comma 2