28/08/2014
Era lo scorso 19 febbraio quando veniva annunciata la notizia del raggiungimento dell’accordo di reindustrializzazione del dismesso opificio di Passo Colla tra la Regione Basilicata, il Comune di Maratea, guidato dall’Amministrazione comunale formata dal gruppo “Per Maratea”, e la società Alta Sartoria Italiana spa. Una operazione di cui qualche giorno si è parlato in una trasmissione televisiva in onda su Rai 1.
Nato come sito di ripiego per l’industria già esistente presso Fiumicello, poi divenuta sede della Lucana Calzature fino alla cessazione dell’attività di quest’ultima, la struttura de La Colla è stata, nel corso degli ultimi anni, oggetto di alcuni bandi di reindustrializzazione. Questi bandi, promossi dall’ente regionale, non sono altro che delle gare in cui un ente pubblico, in questo caso la Regione, mette a disposizione una certa somma di denaro per permettere ad un soggetto privato, che candida uno o più progetti, di avviare una attività a patto di rispettare determinate condizioni previste nel bando stesso. Tutti i primi bandi, però, erano andati deserti, ossia, non avevano incontrato l’interesse di alcun soggetto privato ad investire nel sito.
Poi però qualcosa è cambiato. Voluta fortemente dall’Amministrazione comunale formata dal gruppo “Per Maratea” e dal già Assessore regionale alle Attività Produttive dott. Marcello Pittella, la gara di bando promossa nel corso del 2013 – anno in cui il perdurare della crisi ha sì continuato a compromettere l’economia nazionale, ma ha anche spinto i soggetti produttivi a cercare nuovi orizzonti – ha ricevuto l’attenzione di cinque soggetti privati, e uno di questi, la Alta Sartoria Italia spa di Carmelo Salvatore Scionti, si è aggiudicato il primo posto in graduatoria.
Il progetto prevede di avviare nel sito di Maratea una manifattura tessile con due cicli produttivi, la produzione artigianale di abbigliamento d’alta sartoria cucito a mano su misura e la produzione robotizzata di abbigliamento “pret a porter”. Entrambi i cicli produttivi prevedono cinque reparti, quali confezioni uomo/donna, camiceria, cravatteria, calzoleria e accessori. Il tutto impiegando, a pieno regime, 163 unità lavorative, di cui 60 sono vincolate quali recupero di manodopera dall’ex Lucana Calzature.
Una opera, questa, troppo bella per essere vera? È quello che qualcuno può aver pensato, in quei giorni di febbraio, e non a tutti, onestamente, se ne può fare una colpa. A chi, lontano dalla realtà e dal linguaggio delle corte bollate, un atto, pur importantissimo, come questo non poteva apparire se non nella sua natura di un inanimato foglio di carta. Né diverso, anzi più duro, poteva nascere il sospetto di una operazione meramente speculativa a chi, per le vicissitudini della vita, era stato tante volte illuso da promesse di politici e imprenditori. Unici e veramente imperdonabili sono stati e continuano ad essere coloro che per astiosità personali e per calcolo elettorale hanno (o forse continuano) a disprezzare l’impegno di chi, sempre, ha lavorato e continua a lavorare per la ricerca del benessere della nostra Comunità.
La reindustrializzazione del sito de La Colla di Maratea è, invece, una realtà. Lo sosterremo e lo accompagneremo nella sua realizzazione con lo stesso impegno che il gruppo “Per Maratea”, a guida della precedente Amministrazione comunale, ha contribuito a darne avvio.
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