19/10/2026
Accornero (Unione Artigiani): «Chi spacca le vetrine venga a incontrare i lavoratori»
«Chi rompe una vetrina colpisce il lavoro di qualcuno che dietro quel vetro ha investito i risparmi di una famiglia, anni di sacrifici, un'attività costruita giorno dopo giorno e la speranza di poter continuare a lavorare e garantire uno stipendio ai dipendenti. Mi chiedo se chi ha partecipato a queste devastazioni si renda davvero conto delle conseguenze delle proprie azioni. Forse mettere queste persone, in particolare i minorenni, davanti a chi ha subito i danni, invitarle a guardare negli occhi i lavoratori coinvolti e ad ascoltare le loro storie potrebbe aprire una strada nuova. Non per ottenere un pentimento di facciata, né per cancellare le responsabilità ma per provare a costruire consapevolezza». È la riflessione di Marco Accornero, Segretario generale di Unione Artigiani Milano e Monza-Brianza, dopo gli episodi di violenza e devastazione che hanno segnato Milano nello scorso fine settimana. «Chiamiamo le cose con il loro nome: quello che è successo è vandalismo e va condannato senza ambiguità - aggiunge Accorenero - Ma non possiamo limitarci a indignarci e chiedere punizioni. Dobbiamo anche provare a trovare una strada per sottrarre almeno una parte di questi giovani alla deriva e, nello stesso tempo, dare sostegno e fiducia a chi lavora e oggi si trova a fare i conti con danni e incertezze. Un incontro con le persone colpite non sostituisce la giustizia e non cancella le responsabilità. Può però aiutare a capire che dietro una serranda abbassata non c'è soltanto un negozio, ma una vita, una famiglia, Ovviamente questo incontro andrebbe inserito in un percorso di responsabilizzazione da sperimentare, con il consenso delle persone danneggiate e nel rispetto delle procedure della giustizia riparative e di un progetto di recupero sociale col volontariato. «Una vetrina si può riparare. Recupere qualche giovane, ricostruire la fiducia, la sicurezza e la voglia di investire richiede molto più tempo ma occorre partire con un primo passo».