05/09/2026
Attacco a Kiev e diplomazia al bivio: mentre droni e raid colpiscono i centri di potere, scatta la missione dei mediatori USA
L'escalation tra Mosca e Kiev non accenna a fermarsi, intrecciandosi con delicate manovre diplomatiche e tensioni che travalicano i confini del conflitto. Nelle ultime ore, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato un grave attacco condotto con un drone russo contro la sede centrale dei Servizi di sicurezza interni (Sbu) a Kiev, situata di fronte alla Cattedrale di Santa Sofia. L'attacco, che ha causato almeno cinque feriti, puntava direttamente all'ufficio del direttore dell'intelligence Oleksandr Poklad e vedrà, secondo Zelensky, una risposta incisiva e simmetrica da parte delle forze armate ucraine. Sul fronte militare si registrano raid russi anche contro le infrastrutture energetiche della regione di Odessa, mentre Kiev rivendica lo stop alle attività di due importanti raffinerie in territorio russo a seguito dei raid dei giorni scorsi.
In questo clima di forte instabilità si inserisce l'imminente missione di pace degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, attesi questo fine settimana a Mosca per incontrare Vladimir Putin e successivamente a Kiev da Zelensky. L'iniziativa, definita dalla Commissione Europea come un passo avanti negli sforzi diplomatici, si scontra tuttavia con il profondo scetticismo del governo ucraino, che teme nuove offensive nell'area settentrionale del Paese. Dal canto suo, il Cremlino, per bocca del portavoce Dmitry Peskov, dichiara che non esistono ancora presupposti concreti per la pace, pur confermando la disponibilità a proseguire i contatti. Peskov ha inoltre avvertito che qualsiasi impianto per la produzione di missili a lungo raggio che Germania, Regno Unito e Francia intendano avviare in Ucraina diventerà un obiettivo militare legittimo.
Le ripercussioni del conflitto continuano a dividere anche la politica europea e il dibattito pubblico internazionale. Se nei Paesi UE cresce l'interesse a riaprire il dossier sull'utilizzo immediato dei beni russi congelati a sostegno di Kiev, emergono posizioni caute come quella del premier bulgaro Rumen Radev, che invita a valutare attentamente i rischi di un'escalation bellica ed evita di accusare direttamente Mosca sui recenti attacchi ibridi in Germania. Sul piano dell'informazione, infine, si riaccende lo scontro in Francia per la decisione della tv CNews di far rientrare in video da remoto la commentatrice filoputiniana Xenia Fedorova, recentemente espulsa dal Paese con l'accusa di disinformazione e destabilizzazione per conto del Cremlino.