I-Com, Istituto per la Competitività

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I-Com, Istituto per la Competitività, è un think tank che promuove temi e analisi sulla competitività in chiave innovativa, all'interno del quadro politico-economico europeo ed internazionale.

Il  📆1954 muore Alan Turing.Matematico, logico, crittografo e filosofo britannico, è considerato uno dei padri dell'info...
07/06/2026

Il 📆1954 muore Alan Turing.

Matematico, logico, crittografo e filosofo britannico, è considerato uno dei padri dell'informatica e dell’intelligenza artificiale.

⚡“Emissioni di metano: ecco i nuovi dati IEA”. 📌 Ogni anno il settore petrolifero, del gas e del carbone rilascia nell’a...
05/06/2026

⚡“Emissioni di metano: ecco i nuovi dati IEA”.

📌 Ogni anno il settore petrolifero, del gas e del carbone rilascia nell’atmosfera una quantità significativa di metano. In parte è una conseguenza inevitabile di operazioni su scala industriale enorme, in parte è metano che sfugge da infrastrutture invecchiate o che viene bruciato quando non è possibile recuperarlo diversamente. È una delle tante leve su cui agire per rallentare il cambiamento climatico. L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) pubblica ogni anno il Global Methane Tracker, un rapporto che mappa queste emissioni a livello globale.

🔹 Il settore energetico è il maggiore contributore alle emissioni di metano (41%), seguito da agricoltura (40%) e rifiuti (17%). Energia e agricoltura sono sostanzialmente alla pari, il che è significativo: mentre l’agricoltura è strutturalmente difficile da decarbonizzare, le emissioni energetiche sono in gran parte tecnicamente abbattibili. All’interno del comparto energetico, le fonti più rilevanti sono petrolio onshore (22%) e carbone da centrali (20%), seguite da bioenergie (14%) e gas onshore (11%).

📊 Il dato italiano esibisce un profilo molto diverso da quello globale. L’energia pesa solo il 18% delle emissioni totali, mentre l’agricoltura domina con il 49% e i rifiuti arrivano al 28%. L’Italia è strutturalmente meno dipendente da carbone e produzione fossile domestica rispetto alla media mondiale, il che sposta il baricentro del problema su settori più difficili da regolare. Colpisce il peso delle bioenergie (56% delle emissioni energetiche) e delle condutture gas e infrastrutture GNL (27%).

📉 Se ogni paese mantenesse le politiche attuali senza aggiungere nulla le emissioni di metano dal settore energetico scenderebbero di circa il 40% entro il 2030. Se invece tutti rispettassero gli impegni già annunciati si potrebbe arrivare al 70%. Per essere in linea con un percorso di neutralità climatica, occorrerebbe raggiungere il 75% — e farlo entro il 2030.

Leggi l’approfondimento della ricercatrice I-Com Cristina Orlando👇

Il settore energetico è il maggiore contributore alle emissioni globali di metano (41%), seguito da agricoltura (40%) e rifiuti (17%).

💻 “La nuova era degli acquisti online: l’agentic commerce”.📌 L’acquisto basato sugli agenti, o agentic commerce, rappres...
03/06/2026

💻 “La nuova era degli acquisti online: l’agentic commerce”.

📌 L’acquisto basato sugli agenti, o agentic commerce, rappresenta infatti una delle evoluzioni più significative dell’e-commerce. Questo modello introduce una nuova modalità in cui l’intelligenza artificiale non si limita a suggerire prodotti o servizi, ma può accompagnare l’utente lungo molte fasi del processo, fino a sostituirlo in alcune attività operative. Il consumatore non deve più cercare manualmente tra diversi siti, confrontare prezzi, leggere recensioni, verificare disponibilità o completare ogni passaggio del checkout. Può invece affidare a un agente AI un obiettivo preciso: ad esempio, trovare un prodotto entro un certo budget, con determinate caratteristiche e con consegna entro una data stabilita. L’agente interpreta la richiesta, raccoglie informazioni da più fonti, valuta le alternative disponibili e può arrivare a formulare una raccomandazione personalizzata o persino a completare l’acquisto, se autorizzato dall’utente.

📈 Secondo lo studio dell’IBM Institute for Business Value, Own the agentic commerce experience, l’utilizzo di applicazioni basate sull’intelligenza artificiale è aumentato del 62% negli ultimi due anni. La crescita risulta ancora più marcata tra i consumatori della Generazione X, con un aumento dell’82%, e tra i Baby Boomer, dove l’incremento raggiunge il 92%.

💵 In Europa il potenziale di questo mercato supera i 310 miliardi di euro, confermando la portata economica di una trasformazione destinata a incidere profondamente sulle abitudini dei consumatori e sulle strategie delle imprese. Sopra Steria ha condotto il primo studio comparativo a livello europeo sulle attitudini dei consumatori verso l’agentic commerce, coinvolgendo otto Paesi: Norvegia, Paesi Bassi, Germania, Regno Unito, Italia, Spagna, Belgio e Francia. A pochi mesi dalla comparsa dei primi agenti di shopping basati sull’intelligenza artificiale, oltre la metà degli europei ha familiarità con questo strumento (55%), il 13% afferma di conoscerne bene il funzionamento e il 42% di averne sentito parlare.

Leggi l’approfondimento della ricercatrice I-Com Emanuela Carlucci 👇
https://www.i-com.it/2026/05/29/la-nuova-era-delle-commerce-agentic-commerce/

“La nuova era degli acquisti online: l’agentic commerce”

L’approfondimento della ricercatrice I-Com Emanuela Carlucci

https://www.i-com.it/2026/05/29/la-nuova-era-delle-commerce-agentic-commerce/

Oggi, una delle svolte più rilevanti dell'e-commerce è rappresentata dall’ingresso degli agenti di intelligenza artificiale.

Il  📆 1911 nasce Maurice Allais.Ingegnere, fisico ed economista, nel 1988 ha ricevuto il Premio Nobel per l'Economia per...
31/05/2026

Il 📆 1911 nasce Maurice Allais.

Ingegnere, fisico ed economista, nel 1988 ha ricevuto il Premio Nobel per l'Economia per i suoi contributi determinanti per la teoria dei mercati e l'utilizzo efficiente delle risorse.

⚕️ “Salute, il ritorno del Piano sanitario nazionale”.🩺 Il Servizio sanitario nazionale si prepara ad avere nuovamente u...
28/05/2026

⚕️ “Salute, il ritorno del Piano sanitario nazionale”.

🩺 Il Servizio sanitario nazionale si prepara ad avere nuovamente un Piano sanitario nazionale. Le anticipazioni emerse negli ultimi giorni delineano un documento destinato a ridefinire alcune delle direttrici strategiche del SSN: territorio, prevenzione, personale, integrazione sociosanitaria e sanità digitale sembrano destinati a diventare i pilastri della nuova programmazione sanitaria. Al di là del contenuto del provvedimento, però, il dato più significativo è forse un altro: il ritorno stesso di uno strumento di programmazione nazionale che mancava ormai da quasi due decenni.

🏥 Il nuovo Piano punterà su alcune direttrici principali: rafforzamento dell’assistenza territoriale, valorizzazione del personale sanitario, prevenzione, integrazione sociosanitaria e accelerazione della transizione digitale. Si tratta di temi che riflettono le principali criticità emerse negli ultimi anni. Il territorio resta infatti uno dei punti più fragili del SSN, nonostante le riforme avviate con il PNRR e il DM 77. Le Case della Comunità, gli Ospedali di Comunità e la riorganizzazione dell’assistenza territoriale rappresentano un tentativo di riequilibrare un sistema storicamente centrato sull’ospedale.

💻 Fascicolo sanitario elettronico, interoperabilità dei dati, telemedicina e piattaforme di monitoraggio sono ormai considerati strumenti indispensabili per garantire sostenibilità e continuità assistenziale. La trasformazione digitale del SSN non riguarda però soltanto l’introduzione di nuove tecnologie, ma un cambiamento più profondo del modello organizzativo della sanità pubblica.

📌 Al di là dei singoli contenuti, il nuovo Piano sembra segnare soprattutto un tentativo di riportare la sanità dentro una cornice strategica più ampia. La vera sfida sarà capire se riuscirà davvero a trasformarsi in uno strumento capace di orientare il futuro del SSN, oppure se resterà principalmente una cornice programmatica senza una reale capacità di incidere sulle fragilità strutturali del sistema.

Leggi l’approfondimento della ricercatrice I-Com Maria Vittoria Di Sangro 👇

Dopo quasi vent’anni di assenza, il Servizio sanitario nazionale si prepara ad avere nuovamente un Piano sanitario nazionale.

🛡️ “Cybersecurity, verso un nuovo mercato della fiducia: l’Europa accelera sulle certificazioni, l’Italia rincorre”.📜 La...
27/05/2026

🛡️ “Cybersecurity, verso un nuovo mercato della fiducia: l’Europa accelera sulle certificazioni, l’Italia rincorre”.

📜 La crescita degli obblighi di cybersecurity, l’aumento della pressione regolatoria e la maggiore dipendenza da prodotti, servizi e componenti digitali stanno trasformando le certificazioni in leva di politica industriale e di compliance. È una traiettoria che emerge dalla revisione del Cybersecurity Act, proposta dalla Commissione europea il 20 gennaio scorso. L’obiettivo è rafforzare la resilienza cyber dell’Unione, prevenire nuove frammentazioni, semplificare il processo di certificazione e aumentare la sicurezza della supply chain ICT.

📊 I dati più recenti confermano che i Common Criteria (CC) continuano a rappresentare il principale riferimento internazionale per la valutazione della sicurezza dei prodotti ICT, mentre al 21 maggio 2026 il portale ENISA mostra 34 certificati EUCC pubblicati. Il nostro Paese non compare ancora tra le autorità responsabili dei certificati pubblicati. Il dato non significa che il sistema Italia sia assente in questo processo: ACN e OCSI hanno un chiaro ruolo nel quadro nazionale, che deriva dalle linee guida per l’attuazione nazionale dello schema EUCC.

📍 La revisione del Cybersecurity Act rafforza proprio questa prospettiva. La certificazione non è più vista solo come un meccanismo volontario di garanzia tecnica, ma come uno strumento per semplificare e rendere più coerente la conformità alle regole europee. Se un certificato riconosciuto può contribuire a dimostrare il rispetto di requisiti previsti da altri atti dell’Unione, le imprese hanno un incentivo concreto a investire prima e meglio in valutazioni strutturate. Per l’Italia la questione non è soltanto regolatoria, ma anche industriale. Se le certificazioni europee diventeranno uno degli strumenti attraverso cui dimostrare conformità, accedere ai mercati e partecipare alle catene del valore, allora il ritardo nella capacità di certificare rischia di trasformarsi in ritardo competitivo.

Leggi l’approfondimento del direttore Area Digitale I-Com Alessandro D'Amato 👇

L'articolo fornisce una panoramica sul mercato delle certificazioni di cybersecurity e sulla posizione dell'Italia in ambito CC/EUCC.

Il  🗓️1543 muore Niccolò Copernico.Astronomo, matematico e prete polacco, è famoso per avere sostenuto l'evidenza del si...
24/05/2026

Il 🗓️1543 muore Niccolò Copernico.

Astronomo, matematico e prete polacco, è famoso per avere sostenuto l'evidenza del sistema eliocentrico contro il sistema geocentrico fino ad allora sostenuto in Europa.

💻 “Oltre la tecnologia: competenze e governance per l’azienda AI-driven”.🧠 L’intelligenza artificiale è ormai parte inte...
21/05/2026

💻 “Oltre la tecnologia: competenze e governance per l’azienda AI-driven”.

🧠 L’intelligenza artificiale è ormai parte integrante del dibattito e delle strategie delle imprese. Viene considerata una leva capace di aumentare la produttività, contenere i costi, favorire l’innovazione di prodotti e servizi e rendere i processi decisionali più rapidi ed efficaci. Ma il punto centrale, oggi, è un altro: l’IA produce valore solo se viene integrata consapevolmente nei processi aziendali e se le persone sono preparate a usarla in modo critico e responsabile.

📌 Diventare un’azienda AI-driven non significa limitarsi a utilizzare qualche applicazione innovativa o di tendenza, ma costruire un nuovo modo di lavorare. La vera sfida, infatti, non è semplicemente acquistare strumenti tecnologici, ma ripensare competenze, processi e responsabilità, facendo dell’IA una leva stabile di consapevolezza, innovazione e competitività.

📈 Nel 2025 il 20% delle imprese europee con almeno 10 addetti ha usato almeno una tecnologia di intelligenza artificiale. In Italia il recupero è significativo: la quota di imprese che utilizza IA è passata dal 5% nel 2023 all’8,2% nel 2024, fino al 16,4% nel 2025. Tuttavia, il Paese resta sotto la media europea e il divario dimensionale è netto: l’IA è presente nel 53,1% delle grandi imprese, ma solo nel 14,2% delle aziende tra 10 e 49 addetti. Questo significa che la tecnologia corre, ma non arriva con la stessa intensità in tutto il tessuto produttivo.

💰Senza investimenti adeguati in upskilling, reskilling e accompagnamento organizzativo, i benefici dell’IA rischiano di restare concentrati in una quota limitata di lavoratori e imprese. In questo contesto, la formazione assume un ruolo centrale nell’adozione dell’IA, ma deve essere calibrata sulla struttura e sui bisogni dell’impresa. In questi contesti, può svilupparsi attraverso percorsi multilivello, competenze specialistiche e presidi dedicati alla gestione dei rischi, con l’obiettivo di scalare l’innovazione in modo ordinato e misurabile.

Leggi l’approfondimento della ricercatrice I-Com Maria Rosaria Della Porta 👇

L’azienda AI-driven non è quella che usa più strumenti, ma quella che trasforma l’IA in una capacità stabile e governata

🔋 “Riciclo e circolarità delle batterie: un nuovo terreno per la competitività”.♻️ Nell’era dell’elettricità, l’energy s...
19/05/2026

🔋 “Riciclo e circolarità delle batterie: un nuovo terreno per la competitività”.

♻️ Nell’era dell’elettricità, l’energy storage e le batterie in particolare sono diventati un pilastro fondamentale della sicurezza energetica e della competitività industriale: accelerare l’innovazione nel campo del riciclo e del riutilizzo può alleviare la pressione su catene di approvvigionamento dei minerali critici sempre più verticalizzate e concentrate, smettendo di essere una questione esclusivamente ambientale per trasformarsi in un tema di sicurezza energetica, autonomia strategica e competitività geopolitica.

📈 A segnalare la crescente centralità della questione del riciclo delle batterie è un recente rapporto congiunto dell’International Energy Agency (IEA) e dell’European Patent Office (EPO), secondo cui i brevetti internazionali legati alla battery circularity – cioè riciclo, riutilizzo e recupero dei materiali – sono cresciuti del 42% annuo tra il 2017 e il 2023, un ritmo nettamente superiore sia alla media dell’innovazione generale nel settore batterie (CAGR 16%) sia a quella tecnologica globale (CAGR 2%).

🔹 Questo boom brevettuale riflette una trasformazione strutturale della filiera energetica. Si prevede che il numero di batterie agli ioni di litio giunte a fine vita aumenterà notevolmente a partire dalla metà del 2030: secondo l’IEA, si passerà da circa 1,2 milioni di batterie esauste nel 2030 a oltre 14 milioni nel 2040. Entro il 2050 la fonte principale per il riciclo sarà rappresentata al 90% dalle batterie dei veicoli elettrici e di accumulo a fine vita.

🌍 Negli ultimi anni Bruxelles ha cercato di rafforzare la propria autonomia industriale attraverso il Critical Raw Materials Act (CRMA), fissando tra gli obiettivi quello di coprire entro il 2030 almeno il 25% del fabbisogno europeo di materie prime strategiche attraverso il riciclo. Tuttavia, il problema non riguarda soltanto l’accesso ai materiali, ma soprattutto la capacità di processarli industrialmente.

Leggi l’approfondimento della ricercatrice I-Com Beatrice Ala 👇

Il riciclo delle batterie può essere una leva industriale strategica, integrando innovazione, competitività geopolitica e sicurezza energetica

Il    📆si celebra la Giornata Mondiale contro l'Ipertensione Arteriosa.Promossa dalla World Hypertension League, la rico...
17/05/2026

Il 📆si celebra la Giornata Mondiale contro l'Ipertensione Arteriosa.

Promossa dalla World Hypertension League, la ricorrenza ha l’obiettivo di sottolineare l’importanza della misurazione della pressione e aumentare la consapevolezza sui rischi legati all’ipertensione.

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