24/06/2026
Sabato scorso abbiamo vissuto una giornata speciale, lontana dai ritmi frenetici e immersa nell’anima più autentica della nostra Liguria.
È stato un viaggio lento, fatto di incontri preziosi e tradizioni che attraversano il tempo.
Siamo partite alla scoperta dell’entroterra di Chiavari, tra noccioleti e uliveti, dove abbiamo incontrato Mario e Nadia. Con la loro cooperativa portano avanti un progetto di recupero di terreni abbandonati e, grazie alle collaborazioni create sul territorio, mantengono viva la tradizione della nocciola Misto Chiavari.
A pochi chilometri di distanza, Tullio ci ha aperto le porte dell’antico opificio di famiglia, custodendo con passione saperi antichi e un macchinario che è una vera opera d’ingegneria. Vederlo in funzione è stato quasi magico.
Dopo una degustazione di olio extravergine e della golosissima crema alle nocciole — vi assicuriamo che crea dipendenza — ci siamo fermate alla storica trattoria Settembrin per un pranzo fatto di sapori liguri: taglieri, torte di verdura, ravioli, pansoti e chiacchiere.
A Lorsica, nel laboratorio della famiglia De Martini, abbiamo incontrato Stefania e assistito alla magia della tessitura del damasco: gesti pazienti e il fruscio della seta raccontano una storia iniziata nel 1500 e mai interrotta.
Abbiamo concluso la giornata passeggiando tra gli angoli più suggestivi del borgo insieme a Maria Teresa, ex maestra ed ex sindaca del paese, che ci ha aperto in esclusiva le porte della “Chiesa dei Tessuti” e ci ha raccontato una Lorsica custode della propria storia.
È stato un viaggio nel cuore della nostra regione, alla scoperta di persone che portano avanti il proprio lavoro per passione, con un profondo senso di responsabilità verso le generazioni future.
Perché senza queste mani esperte, questi saperi e queste tradizioni rischierebbero di andare perduti.
Grazie a tutte le compagne di viaggio che hanno condiviso con noi questa esperienza. È stato un privilegio scoprire questi piccoli tesori e tornare a casa con la consapevolezza che sono proprio queste storie a rendere unico il nostro entroterra.