Meetup Amici di Gianroberto Casaleggio Trapani

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18/06/2026
18/06/2026

L'Editoriale

di Marco Travaglio

Cercano un altro morto ☆ 19 Giugno 2026

L’unico motivo di stupore per il primo tentato suicidio del “caso Garlasco” è che sia arrivato così tardi. Dopo due anni di scempio di ogni regola umana, costituzionale, penale e giornalistica, era strano che tutte le persone lapidate sulla pubblica piazza di social, tv e giornali senza essere indagate (i familiari di Andrea Sempio e financo quelli di Chiara Poggi, che sarebbero le vittime) avessero retto psicologicamente per tanto tempo. Ora ha ceduto la mamma di Sempio, già vittima di due malori nelle sue testimonianze ai carabinieri. Da due anni vive con cronisti e cameraman davanti casa e si ritrova il suo nome ovunque associato ad amanti, complicità col figlio, alibi falsi mai provati, parole intercettate e poi taroccate dai media per farle dire l’opposto, fino alla barzelletta dei 20-30mila euro con cui il marito avrebbe corrotto l’ex pm Venditti per far archiviare il figlio nel 2017 (una verità così granitica che Brescia vuole archiviarla). Ma neppure quel gesto disperato placa la muta dei pit-bull assetati di sangue, che raccontando il ricovero riepilogano i capisaldi del linciaggio di questa privata cittadina mai accusata di nulla: una semplice testimone mai indagata per falsa testimonianza.

Ma nel mondo al contrario del Circo Garlasco i testimoni e le parti civili diventano colpevoli; il fratello della vittima viene torchiato dagl’inquirenti in un bugigattolo e bollato come “ostile” perché non dice quel che vogliono loro; e l’assassino conclamato col timbro della Cassazione passa da martire innocente perseguitato, viene invitato dal procuratore nel suo bell’ufficio a conversare del più e del meno sul delitto per cui è stato condannato, manco fosse un consulente della Procura e, siccome – bontà sua – ha “accettato la condanna” (come tutti gli altri 60mila detenuti nelle carceri italiane), deve uscire al più presto, anzi non avrebbe mai dovuto entrare. E ormai il macabro sabba non finirebbe neppure se ci scappasse il morto (un altro). E la colpa non è dei mitomani da tastiera che si credono Sherlock Holmes per aver visto due puntate delle Iene e straparlano di processi senza averne mai visto uno: non sanno quello che fanno. Chi lo sa benissimo sono conduttori, avvocati ed “esperti” perfettamente in grado di distinguere il vero dal falso e soprattutto i personaggi pubblici, tenuti a doveri di trasparenza, dai soggetti privati e quindi infinitamente più fragili, con un diritto assoluto alla riservatezza. Invece questi vigliacchi, che non osano chiamare colpevole uno solo dei tanti potenti pregiudicati per mafia, corruzione o prostituzione e usano i condizionali anche per le condanne definitive, si accaniscono sulla povera gente sapendo che è troppo debole per ottenere giustizia. E incassano ascolti, like, profitti e carriere. Vermi.

La vignetta di Mannelli
18/06/2026

La vignetta di Mannelli

Prima Pagina
18/06/2026

Prima Pagina

18/06/2026

La data cerchiata in rosso è il 30 giugno. Quel giorno – tra due settimane – segna la fine del Piano nazionale di ripresa e resilienza, almeno nella sua forma originaria.

A cinque anni dall’approvazione del programma che stando agli auspici avrebbe modernizzato il Paese grazie ai 194,4 miliardi messi a disposizione dall’Unione europea e instradarlo su un percorso di crescita più solida, molte delle opere che avrebbero dovuto lasciare un’eredità tangibile sui territori sono lontane dal traguardo.

Sulla carta, come Giorgia Meloni spesso rivendica, l’Italia ha continuato a rispettare il cronoprogramma concordato con Bruxelles: stando all’ultimo monitoraggio della Corte dei Conti tutti i 50 obiettivi europei previsti per il secondo semestre del 2025 sono stati raggiunti e il livello complessivo di attuazione è arrivato al 72%. Ma le revisioni approvate negli ultimi tre anni hanno cambiato faccia al piano ridimensionando gli interventi irrealizzabili entro la scadenza o affidando il completamento a fonti di finanziamento diverse dal Recovery e allungando i tempi.

Ecco perché dai nidi alle Case della comunità, dagli studentati ai progetti di rigenerazione urbana, i risultati concreti attesi dai cittadini si faranno attendere o non arriveranno.

Leggi l'articolo completo di Chiara Brusini su Il Fatto Quotidiano:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/16/pnrr-asili-case-comunita-studentati-periferie-evasione-scadenza-giugno-incompiute-notizie/8418853/

18/06/2026

Una scelta politica precisa di questo governo: penalizzare chi lavora nella sanità.

Marianna Ricciardi

Dopo un lavoro di ascolto diffuso su tutto il territorio nazionale, articolato in oltre 100 spazi di confronto e parteci...
18/06/2026

Dopo un lavoro di ascolto diffuso su tutto il territorio nazionale, articolato in oltre 100 spazi di confronto e partecipazione, il percorso di Nova entra nella fase più avanzata e strategica, quella del confronto deliberativo. Un momento dedicato alla discussione e all’approfondimento delle proposte emerse dai territori. Continua a leggere qui ⤵️

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18/06/2026

“Un Nat-omaggio o un Nat-oltraggio?”

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