Hull Washer Corydoras

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we will come back stronger than before!
20/03/2022

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In 2017...after work in marina Loano....RIP my friend!
19/10/2020

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At work to the new project!
27/05/2020

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Meeting MedPorts in Marsiglia
26/05/2020

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Pochi minuti e tutto splende...il mare ringrazia!
25/05/2020

Pochi minuti e tutto splende...il mare ringrazia!

16/05/2020

A T T E N Z I O N E
Cap. 4
Le vernici antivegetative a base di composti organostannici

Lo stagno è stato impiegato fin dal 1950 come biocida sotto forma di composti organostannici: in tali composti lo stagno forma da uno a quattro legami con un atomo di carbonio facente parte di un gruppo alchilico o acrilico e dove di solito è presente un gruppo ionico. Nelle pitture anti- vegetative sono stati in genere impiegati i trialchilici e i triarilici, in particolare composti tribulitici (TBT) e trifenilici (TFT).
I TBT e i TFT vengono degradati fino a composti inorganici dello stagno anche con processi biologici ad opera di funghi (Caniophora cutanea,Trematis versicolor e Chaetomium globus) e batteri (Pseudomonas aeruginosa e Alcaligenes fecalis) 1; tuttavia tale processo è molto lento e ciò ha comportato un notevole incremento di TBT e TFT nell’ambiente, soprattutto acquatico 2. La vita media dei TBT in acqua di mare va dai sei giorni ad alcuni mesi, mentre la loro stabilità nel sedimento è molto elevata andando da due a nove anni (vedi tabella 1 tratta 3 da Omae, 2003).
Per quello che riguarda la tossicità acuta del TBT, è stato riportato che la dose letale che causa la morte del 50% degli animali testati (LD50) di questo composto è compresa fra 112 e 346 mg kg-1; tuttavia i dati più preoccupanti riguardano la tossicità cronica del TBT, il quale agisce sul sistema endocrino provocando la mascolinizzazione irreversibile di molte femmine di gasteropodi 5,3. La concentrazione di TBT nei tessuti è positivamente correlata alla mascolinizzazione dei gasteropodi e, poiché tale effetto è osservabile anche a basse concentrazioni di TBT, è stato suggerito di impie- gare questo fenomeno come indicatore biologico della presenza di organostannici.

Tabella 1 - Stabilità dei composti organostannici (da Omae 20033)

Composto Matrice Vita media
TBT Acqua di mare Settimane o mesi
TBT Acqua di mare (microlayer) 6-7 giorni
TBTO Acqua di mare >89 giorni
TBT Fiume 6-giorni
TBT Estuario 6-7 giorni
TBT Sedimento Circa 2-5 anni
DBT Sedimento 2 anni
MBT Sedimento 1 anni
TBT Bivalvi (Venerupis decussata) 4 -17 anni

(TBT=tributilstagno; TBTO=tributilstagno ossido; DBT= dibutilstagno; MBT= monobutilstagno)

11/05/2020

A t t e n z i o n e
Cap. 3

Le vernici antivegetative si dividono in due grandi categorie: quelle a matrice dura e quelle autoleviganti: le prime rilasciano
lentamente i biocidi nel tempo e, una volta esaurito il loro effetto, lasciano comunque sullo scafo uno strato di vernice (ovviamente non più protettivo); nelle auto- leviganti invece il rilascio degli agenti che inibiscono l’attacco del fouling è ottenuto con meccanismi non correlati alla solubilità del legante, ma attraverso alte concentrazioni di veleni liberati per contatto con l’acqua. Le autoleviganti quindi nel tempo si riducono di spessore perchè i biocidi e i leganti sono solidali nel loro rilascio controllato: quindi finché rimarrà uno strato di vernice sullo scafo, per quanto sottile, questo sarà protettivo. Esistono poi le vernici a “matrice mista” (o “long life”), che rappresentano la via di mezzo.
La quasi totalità delle vernici antivegetative contengono anche metalli pesanti. In passato si è ampiamente utilizzato lo stagno mentre attualmente sono utilizza- ti rame o zinco; tuttavia va ricordato che, per evitare fenomeni di corrosione elettrolitica, tutte le vernici antivegetative che contengono metalli non possono essere utilizzate su scafi in alluminio.
Fino al 1995 i biocidi più utilizzati (ed estremamente efficaci) erano composti organici contenenti stagno, ma la direttiva europea 76/769 e successive modifiche ne hanno vietato l’utilizzo per il suo elevato potere inquinante. In- fatti, a seguito delle indicazioni del- l’IMO e della convenzione internazionale (AFS) adottata il 5 ottobre 2002 da- gli Stati membri dell’Unione Europea, l’Unione stessa ha emanato un regola- mento che, dal 1° luglio 2003, vieta al- le navi degli Stati membri di applicare o riapplicare vernici antivegetative che contengano organostannici; il regola- mento prevede altresì che, dal 1° gennaio 2008, sia vietato l’ingresso nei porti degli Stati membri alle navi che impiegano come antivegetativi composti organostannici.

07/05/2020

A T T E N Z I O N E

Cap.2

Il problema delle incrostazioni biologiche (fouling) che colpisce la superficie degli oggetti rimasti sommersi in ambiente marino, come le carene delle barche, presenta diversi aspetti sia di tipo economico che ambientale ed anche politico. Dal punto di vista economico il fouling costringe gli armatori e i proprietari di imbarcazioni da diporto a forti spese per la manutenzione necessaria per evitare la per- dita di velocità provocata dalla presenza delle incrostazioni marine sullo scafo. È stato calcolato che i costi globali del fouling sono nell’ ordine dei 6,5 miliardi di dollari USA annui, e includono la riduzione della velocità delle navi e il mancato guadagno per il tempo necessario per l’entrata in bacino di carenaggio delle navi, il costo delle operazioni di pulizia dello scafo e di ripristino del rivestimento protettivo costituto dalle pitture “antivegetative” e la spesa necessaria per l’acquisto delle stesse vernici antivegetative; d’altra parte il fouling rappresenta un’elevata fonte di guadagno per le aziende produttrici di vernici marine e per coloro che si occupano di cercare soluzioni innovative per questo problema.
Peraltro, l’uso di prodotti che impediscono la crescita del fouling rappresenta sempre, anche se in misura variabile, un pericolo per l’ambiente. I “biocidi”, l’elemento chiave delle vernici antivegetative, sono additivi che inibiscono la formazione di incrostazioni (vegetali o animali) sulle carene delle barche. Veri e propri veleni quindi, inseriti nella mescola delle vernici antifouling, che nel tempo vengono rilasciati in maniera controllata. Inoltre, poiché il fouling è costituito da organismi diversi, batteri, alghe, spirocheti, denti di cane e molti altri, è evidente che i biocidi contenuti nelle vernici antivegetative devono necessariamente avere un ampio spettro di azione e che perciò essi costituiscono un pericolo per l’intero ecosistema acquatico. Inoltre molti di essi, avendo un tempo di degradazione molto lento, possono rimanere intrappola ti nel sedimento rappresentando per molto tempo un potenziale pericolo per l’ambiente acquatico.
Infine, poiché navi battenti bandiere differenti si muovono più o meno liberamente attraverso i mari e gli oceani e poiché sugli stessi mari si affacciano le coste di nazioni differenti, il problema ambientale delle vernici antivegetative comporta la necessità di arrivare ad accordi internazionali e ad una normativa internazionale.
A causa della sua posizione geografica l’Italia è particolarmente esposta all’eventuale azione dei biocidi utilizzati nelle vernici antivegetative e dispersi nell’ambiente marino. Al fine di una miglior comprensione si è cercato di reperire informazioni riguardo ai prodotti utilizzati e alla loro composizione e diffusione sul mercato. Si è cercato infine di ottenere informazioni dal punto di vista della normativa in vigore.
Si è ritenuto opportuno inquadrare prima storicamente la produzione e la composizione di vernici antivegetative a livello mondiale dal punto di vista sia chimico sia normativo; in seguito si è ritenuto opportuno riportare i dati più recenti riguardanti la normativa, la composizione chimica e la dispersione nell’ambiente delle vernici antivegetative impiegate in alcune delle nazioni dell’Unione Europea. Al termine di tale lavoro preliminare si è cercato di inquadrare il problema a livello nazionale sia per quello che riguarda le informazioni relative alla natura degli antivegetativi presenti in Italia e ai dati riguardanti la loro produzione sia per quello che riguarda i dati relativi al monitoraggio e alla diffusione dei biocidi contenuti nelle vernici antivegetative nelle acque e nei sedimenti italiani.

05/05/2020

Indirizzo

Via Calipari 7
Catanzaro

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