07/05/2020
A T T E N Z I O N E
Cap.2
Il problema delle incrostazioni biologiche (fouling) che colpisce la superficie degli oggetti rimasti sommersi in ambiente marino, come le carene delle barche, presenta diversi aspetti sia di tipo economico che ambientale ed anche politico. Dal punto di vista economico il fouling costringe gli armatori e i proprietari di imbarcazioni da diporto a forti spese per la manutenzione necessaria per evitare la per- dita di velocità provocata dalla presenza delle incrostazioni marine sullo scafo. È stato calcolato che i costi globali del fouling sono nell’ ordine dei 6,5 miliardi di dollari USA annui, e includono la riduzione della velocità delle navi e il mancato guadagno per il tempo necessario per l’entrata in bacino di carenaggio delle navi, il costo delle operazioni di pulizia dello scafo e di ripristino del rivestimento protettivo costituto dalle pitture “antivegetative” e la spesa necessaria per l’acquisto delle stesse vernici antivegetative; d’altra parte il fouling rappresenta un’elevata fonte di guadagno per le aziende produttrici di vernici marine e per coloro che si occupano di cercare soluzioni innovative per questo problema.
Peraltro, l’uso di prodotti che impediscono la crescita del fouling rappresenta sempre, anche se in misura variabile, un pericolo per l’ambiente. I “biocidi”, l’elemento chiave delle vernici antivegetative, sono additivi che inibiscono la formazione di incrostazioni (vegetali o animali) sulle carene delle barche. Veri e propri veleni quindi, inseriti nella mescola delle vernici antifouling, che nel tempo vengono rilasciati in maniera controllata. Inoltre, poiché il fouling è costituito da organismi diversi, batteri, alghe, spirocheti, denti di cane e molti altri, è evidente che i biocidi contenuti nelle vernici antivegetative devono necessariamente avere un ampio spettro di azione e che perciò essi costituiscono un pericolo per l’intero ecosistema acquatico. Inoltre molti di essi, avendo un tempo di degradazione molto lento, possono rimanere intrappola ti nel sedimento rappresentando per molto tempo un potenziale pericolo per l’ambiente acquatico.
Infine, poiché navi battenti bandiere differenti si muovono più o meno liberamente attraverso i mari e gli oceani e poiché sugli stessi mari si affacciano le coste di nazioni differenti, il problema ambientale delle vernici antivegetative comporta la necessità di arrivare ad accordi internazionali e ad una normativa internazionale.
A causa della sua posizione geografica l’Italia è particolarmente esposta all’eventuale azione dei biocidi utilizzati nelle vernici antivegetative e dispersi nell’ambiente marino. Al fine di una miglior comprensione si è cercato di reperire informazioni riguardo ai prodotti utilizzati e alla loro composizione e diffusione sul mercato. Si è cercato infine di ottenere informazioni dal punto di vista della normativa in vigore.
Si è ritenuto opportuno inquadrare prima storicamente la produzione e la composizione di vernici antivegetative a livello mondiale dal punto di vista sia chimico sia normativo; in seguito si è ritenuto opportuno riportare i dati più recenti riguardanti la normativa, la composizione chimica e la dispersione nell’ambiente delle vernici antivegetative impiegate in alcune delle nazioni dell’Unione Europea. Al termine di tale lavoro preliminare si è cercato di inquadrare il problema a livello nazionale sia per quello che riguarda le informazioni relative alla natura degli antivegetativi presenti in Italia e ai dati riguardanti la loro produzione sia per quello che riguarda i dati relativi al monitoraggio e alla diffusione dei biocidi contenuti nelle vernici antivegetative nelle acque e nei sedimenti italiani.