27/04/2026
Dieci anni fa...certo che ricordo quei giorni proprio come fossero passati dieci minuti, ma non solo perché il tempo vola, ma perché questo succede quando lo hai speso bene, con passione e determinazione.
Da allora ho preso tantissimi no, tante porte in faccia, tanti errori ma ho sempre cercato di imparare dalle esperienze negative perché sono quelle che ti fanno crescere e migliorare, i complimenti fanno piacere ma non fanno crescere ed ancora oggi, dopo avere realizzato un servizio, ai clienti chiedo sempre qualche critica, quelli che per loro sono punti di miglioramento, ovviamente sono arrivati anche i si, la fiducia, le recensioni positive e tantissime soddisfazioni.
Arrivato dal profondo sud con le classiche valigie piene di speranze e di sogni, trovai subito un lavoro dignitoso che presto iniziò a darmi grandi soddisfazioni, avevo davanti una bella carriera in un'azienda di apparecchiature elettromedicali per estetica non invasiva, giravo gli studi di tutta la provincia ed i miei responsabili, visti i numeri, iniziavano a propormi per le promozioni ma...come in tante storie di vita, non avevo fatto i conti senza l'oste e così all'improvviso arrivò una diagnosi impietosa e dovetti sottopormi ad una operazione urgente a causa di un tumore. In azienda mi dissero di non preoccuparmi e che ci saremmo rivisti al rientro dalla convalescenza, l'operazione andò bene, nessuna chemio e nessuna radioterapia, dopo tre mesi ero pronto a rientrare in prima linea e così, come da accordi, presi il telefono per dare la mia disponibilità ma non ottenni nessuna risposta. Quegli stessi responsabili che quando ero nel letto d'ospedale mi mandavano messaggi di coraggio e di auguri, adesso non rispondevano alle mie chiamate e dopo un numero di tentativi che non potrei quantificare (quando mi ci metto sono come la goccia che scava la pietra) andati tutti a vuoto, capii che non avevano il coraggio di dirmi che il mio contratto non era stato rinnovato, evidentemente avevano il timore di recidive, oppure che la mia "malattia" potesse nuocere alla loro immagine di benessere e salute. Li lasciai al loro destino per rialzarmi dolorante e zoppicante e riprendere il mio percorso, alla ricerca della mia identità lavorativa e della mia dignità, avevo attraversato periodi anche peggiori e questo mi dava forza. Passai altre disavventure nello stesso settore, perché quando ti vedono in difficoltà ed in cerca di lavoro, ti fanno il lavaggio del cervello e ti promettono mari e monti, quella dell'agente commerciale nel settore medicale, evidentemente non era la mia strada e così un giorno, un collega volontario sulle ambulanze, mi disse che una agenzia di assicurazioni del paese dove vivo, cercava collaboratori con fisso e portafoglio clienti. Mi precipitai in agenzia e mi proposi lasciando un curriculum, mi chiamarono dopo qualche giorno dandomi il benestare alla collaborazione, dovetti studiare ed aprire una partita iva, cosa che non presi alla leggera per vari motivi ma alla fine bisogna anche mettersi in gioco! Ma le cose non andarono come sperato, il fisso era di qualche centinaio di euro al mese, il portafoglio clienti non produceva nulla, e per le provvigioni avrei dovuto trovare nuovi clienti o nuovi contratti, cosa non molto semplice in un territorio con paesini di poche anime e con un'agenzia aperta da oltre trent'anni. Quel portafoglio clienti era da "verificare" ogni due o tre mesi, telefonavo, chiedevo appuntamento e facevo delle domande sui redditi, su risparmi e proprietà e per questo, in più di una occasione ho rischiato di tornare a casa con qualche bastonata sulla schiena, inoltre notavo che le persone in strada cercavano di evitarmi, forse timorose di qualche proposta di accumulo finanziario o di qualche pensione integrativa. Quella non era la mia strada!!! Fu allora che iniziai a pregare chi dall'alto tutto muove, di indicarmi la via da percorrere perché ero stanco di cadere, esasperato da tante disavventure, e così un giorno, mentre ero in ufficio a programmare appuntamenti ed "interviste" ai clienti, mi arrivò un messaggio da un caro amico in Germania. "Filippo ho bisogno urgente del tuo aiuto, se ti noleggio un furgone, passi da Sassuolo e prendi un pallet di piastrelle da portare da un mio cliente qui nel nord della Germania? Ti pago spese e disturbo". Dentro di me una voce mi disse che quello era il treno che stavo aspettando, le mie preghiere erano state ascoltate e così, teso come una corda di violino, accettai senza pensarci due volte. Di quella prima notte alla guida mi rimane "Great gig in the sky" dei Pink Floyd, che fu la colonna sonora dominante di quel viaggio, quasi un mantra, al mio arrivo mi sentivo uno zombie ma ero felice di avere portato a termine il mio compito e di avere aiuto un caro amico. Sentivo quella strada chiamarmi a gran voce e così al primo servizio ne segui un secondo per l'Austria ma al terzo capii che non potevo continuare in quella maniera, non avevo nessun titolo professionale, nessuna licenza e allora decisi di guardare avanti nella vita, gettai alle spalle i progetti in giacca e cravatta che mi avevano fatto sprofondare in un pozzo senza fondo buio e freddo, volevo sporcarmi le mani, volevo sudare, faticare fino allo sfinimento ma volevo la mia dignità. Mi buttai quindi a capofitto in questa meravigliosa avventura che ancora oggi mi fa sognare, guardare avanti, imparare dal mondo che percorro dove, per come mi era stato detto quando prestavo il servizio militare in Capitaneria di Porto da un vecchio ufficiale di marina mercantile, "quando sei fuori sogni di rientrare per stare con i tuoi cari, ma quando rientri a casa non vedi l'ora di tornare ad esplorare l'orizzonte solcando i mari del mondo", e per me è ancora oggi così, ovviamente non solcando i mari. Come dice il vecchio adagio "gli esami non finiscono mai" e a quel punto dovevo studiare e dopo un primo esame per l'abilitazione professionale, mi dovevo preparare per la licenza internazionale su un mattone da circa mille pagine, pieno di normative, nozioni, regolamenti e chi più ne ha più ne metta. Non mi persi d'animo, sostenuto dalla mia meravigliosa famiglia, mi rinchiusi nel mio studio per circa tre mesi di clausura dove il mio mondo erano i libri e informazioni sul web, se avessi studiato così intensamente all'università, probabilmente avrei conseguito la laurea ma probabilmente quando avevo vent'anni non ero così motivato. Mi presentai da esterno agli esami e fui promosso al primo tentativo con il massimo dei voti, finalmente toccavo il cielo con un dito! Qualche mese di tempo alla burocrazia per mettere a punto la documentazione ed avrei iniziato a camminare con la mia piccola creatura che decisi di chiamare con le iniziali del mio nome e cognome FIMAR, il mio primo viaggio fu in Francia per ritirare semi di cannabis sativa (quella per produzione di farmaci e per uso tessile) e su questi avrei da raccontare una storia esilarante ma lo farò in un altro post.
Da allora ho percorso le strade di UK, Spagna, Portogallo, Francia, Danimarca, Norvegia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Svezia, Germania, Polonia, Austria, Rep. Ceca, Svizzera, Slovenia. Sono passato dal caldo infernale al gelo polare, sempre con lo spirito del boy scout e guardandomi intorno con meraviglia, non avrei mai pensato di trovarmi in una terrazza ad Amburgo con i clienti a chiacchierare in inglese del più e del meno, non avrei mai pensato di imparare tanto da un lavoro, di crescere umanamente come mai fino ad ora. Ho avuto clienti VIP e persone comuni ma tutti esseri umani che mi hanno lasciato qualcosa, mi hanno dato la loro fiducia e mi hanno raccontato sempre la loro vita e per me questo è impagabile.
Dopo dieci anni oggi ho ancora voglia di crescere, non in peso possibilmente, ho ancora tanti sogni da realizzare, tanti obiettivi da raggiungere, non so se il tempo che mi rimane sarà dalla mia parte. Se ho raggiunto questo obiettivo lo devo a tutti voi, al buon Dio che ha illuminato i miei passi e a tutti coloro che hanno dato un contributo a realizzare questo mio sogno. Chiudo questo malloppone con una frase di Madre Teresa di Calcutta, dedicata a tutti voi che mi avete sostenuto "Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno". Grazie di cuore e che Dio vi benedica